Ma quante belle scoperte.

Hanno ragione tutti, ad essere indignati: comunisti e liberali, socialisti e reazionari.

Basta addentrarsi un poco nella gestione del mercato del gas nazionale, e in quello dello stoccaggio che riguarda da vicino San Benedetto, e tutti i nodi vengono al pettine.

Hanno ragione i socialisti di una volta, che volevano l’energia di proprietà statale, perché la consideravano un bene strategico della collettività.

Hanno ragione i liberali, che vedono nella concorrenza privata lo strumento per allocare risorse e proventi nella maniera più efficiente (forse, per qualcuno, persino nell’abbattimento delle ricadute ambientali).

Hanno ragione perché l’Italia ha creato delle mostruosità economiche: pochi grandi gruppi, alcuni a partecipazione statale e in posizione predominante (Eni), tutelati da legislazioni che ne rafforzano il ruolo oligopolistico.

E in più, gli diamo pure i soldi, poverini, per le operazioni di investimento: decine e centinaia di milioni e milioni di euro. A corporation dai fatturati miliardari, come l’Eni, che da sola fattura più di 80 miliardi di euro l’anno. O ad holding con sedi in Lussemburgo come la Findim Group che in un anno incassano, soltanto come dividendi ed escludendo quindi gli utili finanziari, 50,5 milioni di euro di dividendi.

Mentre Silvio prima e Mario poi tagliano e tassano pure l’aria, fra poco.

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