SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, decreto legislativo 267 del 2000, articolo 47, comma 3: Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e nelle province gli assessori sono nominati dal sindaco o dal presidente della provincia, anche al di fuori dei componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.

Non stiamo scrivendo una tesina universitaria, ma un articolo a commento della complicata strada per la formazione della giunta del secondo mandato di Giovanni Gaspari, sindaco confermato con una ampia maggioranza (pur relativa, alle elezioni amministrative di metà maggio). Un percorso insospettabilmente più complicato di quanto avvenne cinque anni fa. L’ultima arriva dall’Idv, che, non sazia di aver messo alle corde il sindaco di Ancona Gramillano, adesso alza la voce anche a San Benedetto e annuncia l’uscita da una maggioranza ancora al primo vagito.

Forse Gaspari ha detto che non vuole più il nuovo lungomare, non vuole la riqualificazione dell’Albula, non vuole il rafforzamento dell’ospedale sambenedettese? O forse ha detto che le nomine nelle partecipate avverranno sulla base dei curricula presentati e non per tessera partitica? O forse Gaspari ha deciso di rinunciare definitivamente al primo punto del programma di mandato 2006, l’Unione dei Comuni da rendere in futuro Fusione dei Comuni della Riviera delle Palme? Quale punto programmatico, annunciato in campagna elettorale, è stato già mangiato e digerito e mal defecato tanto che l‘Idv ora, Urbinati prima, i Verdi con i loro problemi gastrointestinali prontamente rientrati nel versante Canducci, Giulietta Capriotti che si era presentata all’aperitivo quando ancora nessuno era giunto al banchetto, Loredana Emili messa da parte in attesa di una nuova manche, Marco Calvaresi invitato attraverso i giornali (manco una telefonatina, sai che timidezza): ognuno con difficoltà digestive manifestate oppure contrite.

E con caffè  e ammazzacaffè sicuramente non semplici: consiglieri che dovranno sistemare l’amico o il parente; altri che dovranno valorizzare il proprio profilo imprenditorial-direzionale. Allora, anche se la carta bianca data al coordinatore provinciale dell’Idv Cardilli dal coordinatore regionale del partito dipietrista, l’onorevole David Favia, ex Forza Italia ex Udeur, per abbandonare la maggioranza Gaspari, dovesse dimostrarsi una bandiera bianca di resa e il gruppo sambenedettese tornasse, in poche ore, all’ovile recintato dalla poltrona di vicesindaco per Eldo Fanini, lo spettacolo offerto non è sicuramente dei più edificanti.

E, tornando alla legge, ricordiamo a tutti che è il sindaco a scegliere gli assessori e che i papabili sono quasi 40 mila a San Benedetto e centinaia di migliaia se si comprendono coloro che non vivono nei 25 chilometri quadrati del territorio sambenedettese. Ricordiamo che Sel aveva proposto Enzo Eusebi come candidato sindaco: e allora perché non cercarlo per un ruolo da assessore all’Urbanistica? Un anno fa il Pd voleva Silvia Ballestra candidata alle Regionali: e allora perché non proporle l’assessorato alla Cultura? Oppure senza andare fino a Milano: Lucilio Santoni, o Antonella Roncarolo, o Michele Rossi. Giorgio De Vecchis, al quale tutti hanno bussato per una candidatura, non andrebbe bene come assessore al Bilancio? Troppo politicizzato? E perché non pescare tra i giovani volenterosi del Nuovo Orizzonte Italiano, con Alessandro Palestini alla Trasparenza e Partecipazione, considerando lo sforzo di innovazione in WikiRiviera che nessun partito ha ideato in campagna elettorale? Nazzareno Torquati potrebbe tornare alla Pesca? Peppe Azulmi allo Sport? Luigi Maria Perotti alle Politiche Giovanili? Un ritorno di Renato Novelli, magari alle Attività Produttive e Turismo?

Sono nomi in libertà ovviamente, come ognuno potrebbe suggerirne nella cerchia delle proprie conoscenze. Ora, il sindaco Giovanni Gaspari ha due scelte: o continuare con il bilancino dei partiti, e restarne quindi vittima non innocente, consapevolmente ricattato perenne di indebite interferenze. Si ricordi che nessuno può affermare di aver chiesto voti per diventare assessore.

Oppure Gaspari può puntare in alto, azzerare le nomine promesse e scegliere la giunta sulla base delle prerogative che la legge gli concede.  Come i marinai sambenedettesi nei mari perigliosi di ieri e di oggi, la navigazione sarebbe difficile e a rischio affondamento (ma anche l’altra strada non sembra salvifica, anzi, ma sicuramente non eroica), ma si darebbe un segnale di alta politica e sopratutto, piuttosto che le bavette sotto costa, si cercherebbe di raggiungere quel vento impetuoso che sembra soffiare di questi tempi. Quel vento che sposterebbe l’appoggio popolare – disinteressato e nauseato dagli accordi sotterranei  – tutto dalla parte del sindaco, il quale, se lo saprà cavalcare, avrà molti consiglieri contrariati ma pochi disposti a farlo saltare per poi non essere più ripresentati nel proprio partito (democratico).

Chi non coglie in tempo sarà costretto ad inseguire.


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