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Breve visita del ministro dell’Agricoltura Francesco Saverio Romano mercoledì pomeriggio presso l’azienda agroalimentare Pro Marche, a Porto d’Ascoli, in quello che una volta era il fiorente distretto ortofrutticolo della vallata del Tronto e che oggi ha perso addetti e dimensioni pur rimanendo sulla breccia del mercato.

L’esponente siciliano del gruppo Iniziativa Responsabile, ministro da poco più di un mese, era accompagnato anche dall’altro deputato Responsabile Antonio Razzi, pescarese, ex Idv, nell’occhio delle polemiche nei mesi scorsi per la sua “conversione” parlamentare in occasione del voto di fiducia riscosso dal Governo Berlusconi il 14 dicembre.

Crisi dell’agricoltura e della pesca, politiche comunitarie: Romano ha brevemente affermato questi temi, di fronte ai vertici di Assindustria e al comitato Tutela Aziende della zona rappresentato da Tommaso Caroselli Leali, affermando che “porteremo il fermo biologico da 30 a 45 giorni per migliorare il ripopolamento ittico del mare che si sta impoverendo. Per un rilancio dell’agricoltura, occorre superare i regionalismi che ci fanno perdere credibilità come paese verso l’Unione Europea. Occorre mettere insieme produttori, Regioni, sindacati, scrivere insieme una politica comune. Se abbiamo una sola autorevole voce, la nostra agricoltura può essere difesa come merita in sede europea. Se siamo divisi, non c’è nessuna speranza”.

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