SAN BENEDETTO – Nel corso del dibattito consiliare sulla variante urbanistica riguardante l’area “Pro Marche”, il sindaco Nicola Mozzoni è intervenuto per difendere la linea dell’amministrazione e respingere le accuse dell’opposizione.

“Il piano regolatore di questa città è fermo al 1985 e non possiamo permetterci di rimanere sospesi mentre costruiamo il futuro”, ha dichiarato il primo cittadino, ridimensionando anche la portata volumetrica dell’intervento: “Non si parla di una torre, ma di un parallelepipedo di 19 metri. Abbiamo posto condizioni e paletti chiari: non stiamo dicendo che tutto è possibile, ma nemmeno che tutto vada respinto a prescindere. Il mondo non è fatto solo di bianco o nero”.

Mozzoni ha poi rivendicato la responsabilità politica delle decisioni urbanistiche in vista del nuovo Pug: “Siamo stati votati per fare delle scelte, non per limitarci all’ordinaria amministrazione. Una variante non è un attentato al territorio e non bisogna dire sempre di no a tutto. Il vero precedente pericoloso sarebbe mandare il messaggio alle imprese di non venire a San Benedetto perché qui è impossibile realizzare qualsiasi cosa. Come possiamo pretendere che i privati investano se chiudiamo ogni porta? Amministrare significa non avere paura di dire sì e guardare avanti”.