Dal settimanale Riviera Oggi numero 860 uscito in edicola lunedì 28 febbraio
(il presente pezzo contiene aggiornamenti rispetto alla versione apparsa nel settimanale cartaceo)

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Flash di una campagna elettorale ancora in embrione, nella quale di programmi e idee si parla ancora poco. Un calderone dentro il quale stanno piombando un corollario di clamorosi autogol, ex nemici diventati amici, ex amici diventati nemici ed imprenditori sul perenne punto di scendere in campo.
PD, CHE GAFFE!
La settimana passata si è chiusa con una gaffe “da Tafazzi” del Partito Democratico e quindi del sindaco.
“In questa città l’informazione è di un livello pessimo. Abbiamo fronteggiato un’indifferenza dei media, che non ci aiuta”. Chi lo dice? Il sindaco Giovanni Gaspari. E non è una confidenza origliata da un giornalista appassionato di retroscena, tantomeno una dichiarazione in una conferenza stampa o in una intervista. No, la dichiarazione è contenuta nel verbale di una assemblea degli iscritti del Pd, che è arrivata a tutte le testate giornalistiche negli ultimi giorni della settimana passata. “Inviata per errore”, ha chiarito poi il segretario del Pd Felice Gregori.
Ne sortiscono le considerazioni di merito sulla dichiarazione del sindaco, riguardo alle quali non si può non sposare le efficaci frasi scritte dal direttore Perotti su Rivieraoggi.it. Pare che proprio facendo un “calderone” indistinto, il sindaco stia tirando le orecchie anche a quella parte di stampa – che c’è, è innegabile – che verso di lui ha da sempre, o da tempi recenti, un atteggiamento positivo.
La “velina” è uscita dal Pd, nessuno l’ha rubata da segreti cassetti. Comunque lunedì 28 febbraio il sindaco ha così risposto: “Non sono così sciocco da non misurare le parole. Posso aver fatto considerazioni sul ruolo della stampa, che preferisco libera e indipendente, ma non ho mai pensato che fosse pessima. La sintesi del mio lungo intervento all’assemblea è stata forzata, quelle parole lì non le ho mai dette”.
MARTINELLI REDIVIVO, SPERANDO IN CALVARESI?
Domenico Martinelli fu sindaco di San Benedetto in quattro travagliati anni densi di dissidi politici interni e decisioni contestabili. Fra le quali, come documentato da Riviera Oggi nel 2007, intendeva vendere a privati due edifici comunali, l’ex Capitaneria di via Paolini e l’ex Macello di via Carioli, sulla base di perizie e valori risultati poi troppo bassi, rispetto al prezzo con cui sono stati venduti dalla successiva amministrazione comunale.
Però Martinelli fu anche artefice di risultati positivi. Su tutti, il nuovo e bellissimo lungomare sud, l’aver gettato le basi per la rinascita del PalaCongressi, diventato PalaRiviera ed uscito dal limbo dell’opera incompiuta grazie all’affidamento in gestione a privati.
La settimana scorsa (quella fra il 21 e il 28 febbraio, ndr) è stato suo, il messaggio boom nella contesa pre elettorale. “Pdl, rinuncia a Bruno Gabrielli candidato sindaco e avrai l’appoggio del Nuovo Polo” è stata la proposta (“indecente”?) lanciata come un petardo fra le gambe dei berlusconiani nostrani. Che hanno ovviamente rifiutato l’offerta. Diversamente, sarebbero andati incontro ad una clamorosa auto smentita. In settimana poi (fra il 28 e il 7 marzo, ndr) il parlamentare Pdl Remigio Ceroni ha rincarato la dose: “Il Terzo Polo è il polo degli sconfitti, sprecheranno i loro voti”. Mentre sabato Gaspari ha lanciato ancora una volta segnali di “pace” a centristi e finiani (già, proprio al partito di quel Giorgio De Vecchis che in questi cinque anni è stato uno degli oppositori più feroci a Gaspari dai banchi del consiglio comunale): “Il Nuovo Polo è una realtà importante che ha una sua ragione e funzione, sia a livello locale che nazionale. Comunque non dispero ancora di poterlo avere nella nostra coalizione”.
Ancora manca del proprio candidato sindaco, questo Nuovo Polo Sambenedettese, l’aggregazione “ciccantiana” di Udc, Fli, Api, Dc Marche dentro cui si schierano due big del recente passato del centrodestra rivierasco come Vittorio Santori e appunto Martinelli. I maligni dicono che appena lo sceglierà (la “fumata bianca” sarebbe attesa nelle prossime ore, ndr) si scioglierà come neve al sole per via di prevedibili malumori interni. I più benigni invece ne prevedono un exploit che lo porterebbe addirittura al ballottaggio.
Sul Nuovo Polo aleggia da mesi la figura di Marco Calvaresi come candidato sindaco. Imprenditore turistico, ben inserito negli organi direttivi di Confindustria, efficace “lobbista” e aggregatore con la Pro Loco cittadina da lui fondata, ripete da anni che non vuole scendere in politica. Poi ha rilasciato dichiarazioni più possibiliste, ma sembra che vincoli la propria discesa in campo all’unità del centrodestra a suo favore. Ma potrebbe anche accettare di guidare il Nuovo Polo da solo.
Che questa sia la sua settimana?
Una cosa è certa. Qualora Calvaresi si candidasse, e qualora Calvaresi vincesse, dovrebbe separare bene la sua attività imprenditoriale da quella di amministratore pubblico. Chi possiede hotel e ristoranti sul lungomare, e allo stesso tempo si trovi a guidare un ente come il Comune che decide sull’assetto degli stabilimenti balneari, sugli incentivi volumetrici degli alberghi, sull’urbanistica insomma, deve chiarire e separare necessariamente le proprie due attività. Pena un facilmente immaginabile conflitto di interessi.
FRANCESCHINI LANCIA LA GRANDE CITTA’ E LA RIFORMA DEL COMUNE
Passa molto sotto silenzio, la stampa locale gli dà poco spazio ed immeritatamente, perché finora è il candidato sindaco che sta parlando nella maniera più efficace e compiuta di programmi e intenzioni. Insomma, fa discutere, fa dibattere anche più del Movimento Cinque Stelle, lista giovane e volitiva che finora però si fa notare più per posizioni “contro” che per proposte dettagliate e verificabili.
Se diventasse sindaco alla guida della sua lista civica “Forza San Benedetto”, Gabriele Franceschini ha promesso di impegnarsi per obiettivi che sono anche quelli del nostro giornale, oltre che di molti cittadini di buon senso. Un meccanismo che realizzi la “Grande Città”, cioè una sinergia di funzioni e anche di organi decisionali fra i tanti (troppi?) Comuni di un territorio piccolissimo ma frammentato in maniera anti economica e anti razionale.
E poi, Franceschini ha consegnato all’opinione pubblica un nuovo schema organizzativo degli uffici comunali. Un organigramma ben definito, semplificato e (nelle promesse e premesse) più economico ed efficace di quello attuale. Uno schema con l’intento lodevole di risparmiare soldi pubblici, realizzato dal team di lavoro di un ex assessore comunale, Franceschini appunto, che il funzionamento di un ente locale lo conosce bene.
Se ne è parlato il giorno della presentazione, poi questo schema è caduto nel nulla comunicativo della stampa e della Tv locale. E invece meriterebbe approfondimenti e domande. Noi di Rivieraoggi.it gliele faremo.
E poi, infine, fra le altre meritorie promesse di Franceschini c’è l’assessorato alla Trasparenza.
Insomma, belle idee e belle parole. Che dovrebbero far discutere di più una città e una stampa che invece sono più attente a nomi e alleanze che a idee e fatti.
LA PRIMAVERA DI RIFONDAZIONE?
Daniele Primavera, consigliere comunale uscito dalla maggioranza due anni fa, esponente “duro e puro” di una forza, Rifondazione Comunista, rimasta fuori dalle alleanze e che pare correrà da sola, anche se ancora non ha deciso esattamente le modalità di partecipazione alle elezioni.
Daniele Primavera, dicevamo, che nei giorni scorsi ha stigmatizzato quella che a suo dire sarebbe una mancanza di attenzione dei media verso una forza politica come Rifondazione che, pur non avendo ancora il candidato sindaco, ha comunque da mesi avviato una campagna web per diffondere le proprie idee per la città, tramite il sito www.undicitesi.it. Idee che, secondo le intenzioni rifondarole, verranno tradotte nel proprio programma di mandato.
Idee apprezzabili, va detto. Come non essere d’accordo con una idea di urbanistica non invasiva, con una idea di amministrazione pubblica che tenda al ribasso delle spese e degli incarichi di consulenza esterni. Come non essere d’accordo con l’abbattimento delle barriere architettoniche e con la massima diffusione di connettività internet in città?
Sono buone idee, dunque, che approfondiremo, valuteremo e criticheremo. Con la stessa regola che vale per tutta la politica. Un’analisi libera, obiettiva e senza peli sulla lingua aiuta il cittadino ad essere meno solo. Perché, se le informazioni al giorno d’oggi non mancano (nel senso che abbondano i canali da cui attingerle) vero è che si sente forte bisogno di opinioni libere e liberanti.

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