SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un nuovo piano regolatore, la riqualificazione del Paese Alto con la realizzazione di una scala mobile lungo le mura, riqualificazione dell’area centrale della “Marina”, copertura del torrente Albula, zona a traffico limitato nel centro cittadino, riqualificazione del lungomare nord conservandone lo stile architettonico liberty (“no alla Disneyland fatta a Porto d’Ascoli”), riqualificazione di via San Giacomo a Porto d’Ascoli, terzo braccio al porto, bretella collinare dalla Salaria a Grottammare. E un assessore alla Trasparenza che vigili per conto dei cittadini sul rispetto del programma, sui tempi di realizzazione e sulla massima informazione verso l’esterno.

Sono i propositi di Mario Narcisi e della neo nata lista civica di cui si definisce coordinatore (non candidato sindaco, per ora). La lista si chiama Clc, acronimo di “Coloriamo la città” ma anche di “Comitato di liberazione comunale”.

Narcisi, primario all’ospedale civile nel reparto Rianimazione, consigliere comunale in quota Psi che con il partito socialista versa in pessimi rapporti (afferma di non essere stato invitato al recente congresso provinciale, assieme ai propri sodali), in rotta aperta con il sindaco Giovanni Gaspari da almeno un anno, scende dunque in campo con una lista civica che cerca sponde nel centrodestra: “Per adesso non sono candidato sindaco, ne annunceremo il nome quando chiuderemo la lista. Aperti al dialogo con il centrodestra? Sicuramente, sennò come si fa a vincere? A sinistra ci sparano…..”.

Le idee alla base della lista “Coloriamo la città” sono che “bisogna liberarsi di un sistema partitico che non rispecchia i valori civili e morali della società sana e laboriosa e che non persegue più gli obiettivi della cosa pubblica e del bene comune”.

Narcisi assicura di non muoversi sulla base di questioni personali di contrasto con il sindaco, ma “sulla base del fatto che questa giunta non ha rispettato i propri programmi, a partire dal nuovo piano regolatore. Che fine ha fatto? Prima si deve pensare alla tipologia di città che si vuole, poi si fanno i piani particolareggiati. No alla megavariante. E poi devono cessare le continue polemiche con i tecnici della Provincia. Bisogna restituire dignità al nostro ospedale civile, alla città di San Benedetto. Sulla conversione dell’hotel Garden, in consiglio comunale è passato un atto politico. E io, politicamente, ho detto no a quella operazione”.
Durante l’ultimo consiglio comunale, infatti, l’assise ha votato a favore di una delibera che acconsentiva alla trasformazione in appartamenti dello storico hotel di viale Buozzi. Per la maggioranza si trattava di un adempimento tecnico senza il quale il Comune sarebbe stato esposto a ricorsi. Per Narcisi invece l’atto andava stoppato e basta. Volarono parole grosse fra il medico socialista e il primo cittadino, al quale venne rinfacciata la sua nascita non sambenedettese (Gaspari infatti è nato a Montedinove, ma è cresciuto in città).
Narcisi non demorde e passa al contrattacco: “La perdita del Garden è una cosa che Gaspari non può sentire come la sento io, perché io sono sambenedettese davvero”.

All’interno di “Coloriamo la città” troviamo anche l’ìmprenditore Antonio Mascaretti, esponenti di vecchia fede socialista come Divo Spinozzi, Federico Falaschetti e l’ex vicesindaco Costantino Braccetti, e poi Pietro Anelli e Giampiero Sciarra.

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