ALBA ADRIATICA – La scoperta di nuovi scarichi abusivi, gli esposti dei turisti colpiti dalla gastroenterite, la visita del magistrato sul lungofiume e al depuratore, le nuove analisi dell’Arta e l’estensione del divieto di balneazione, in via precauzionale, ad Alba Adriatica e Martinsicuro nei tratti in prossimità della foce. E’ in continua evoluzione la situazione inerente l’inquinamento delle acque del torrente Vibrata, tra perlustrazioni della Polizia Provinciale alla ricerca di scarichi abusivi e delle cause che hanno portato all’avvelenamento da escherichia coli, e le indagini della magistratura volte ad accertare le responsabilità del disastro, in cui all’orizzonte si prospettano anche avvisi di garanzia che potrebbero essere indirizzati ad amministratori locali.

GLI SCARICHI ABUSIVI – Un quarto scarico abusivo si aggiunge ai tre già individuati dalla Polizia Provinciale in questi giorni. Un collettore irregolare di scarichi fognari che anziché finire nel depuratore sversa direttamente nel Vibrata. Il canale è stato individuato nel territorio di Colonnella ed ora le indagini sono volte ad accertare quali utenze colleghi, se quelle di Corropoli o di Colonnella, e ad accertare le responsabilità degli omessi controlli, se a carico dei Comuni o della Ruzzo Reti. L’ipotesi di reato, qualora venissero accertate delle responsabilità, potrebbe essere quella di danneggiamento di acque e beni di proprietà pubblica.

«In questo caso la Provincia si costituirebbe parte civile» ha dichiarato il vicepresidente Renato Rasicci. «E’ nostra intenzione – ha aggiunto – restituire alla Polizia Provinciale la sua funzione naturale: quella dei controlli ambientali. Si tratta di un corpo specializzato nella prevenzione e nel controllo del territorio sotto il profilo della tutela ambientale e, considerato il nostro investimento sull’industria turistica e sui progetti di eco sostenibilità, abbiamo più che mai bisogno di utilizzare la competenza e l’esperienza di questi operatori».

Fra le priorità, per la presenza di significativi insediamenti industriali e per la scarsa portata d’acqua, fattore quest’ultimo che aumenta il rischio di inquinamento, il monitoraggio delle aste fluviali.

Il pm Laura Colica, titolare del caso insieme al procuratore capo Gabriele Ferretti, ha disposto l’acquisizione di tutti gli atti, comprese le cartelle cliniche dei ricoverati per gastroenterite (numerosi esposti sono stati fatti dai turisti finiti in ospedale) e i dati dell’Arta. Il magistrato martedì ha fatto inoltre un sopralluogo nei pressi della foce del torrente e nell’impianto di depurazione di Alba Adriatica-Villa Rosa.

I DIVIETI DI BALNEAZIONE – I tratti in cui è vietato fare il bagno sono stati estesi a 300 metri ad Alba Adriatica e a 250 a Martinsicuro. «Provvedimenti precauzionali» hanno assicurato sia il sindaco Giovannelli che il consigliere delegato all’Ambiente Vagnoni. Le analisi delle acque mostrano una situazione in continua evoluzione, ma gli amministratori non vogliono correre ulteriori rischi, alla luce delle tardive affissioni apposte solo diversi giorni dopo la morìa di pesci di ferragosto, e che aveva portato i turisti ignari a tuffarsi nelle acque inquinate del mare.

«In attesa che la situazione venga chiarita ulteriormente – ha affermato Giovannelli – e i parametri tornino nei limiti di legge, è stato deciso di prolungare lo spazio nel quale esiste il divieto di balneazione. Ovviamente si tratta di un provvedimento temporaneo».

Rientrano nei tratti in divieto anche i due stabilimenti balneari prospicenti al Vibrata, anche se in questi giorni sono numerosi i turisti che scelgono di fare ugualmente il bagno.

LE ANALISI DELLE ACQUE – dovrebbero essere rese note in giornata le nuove analisi del’Arta effettuate in diversi punti del Vibrata, sulle acque a monte e a valle del depuratore, nonché sulle analisi dei pesci morti nella giornata di ferragosto. Intanto a Martinsicuro vengono diffusi i dati inerenti i prelievi di acqua di mare effettuati il 17 e il 20 agosto, che indicano «valori entro i limiti previsti per ogni singolo campione, ad eccezione del campione prelevato sul punto n 77 a 100 metri a nord della foce del torrente Vibrata». Tradotto, acque sicure sul litorale truentino, eccetto nell’ultimo tratto a Villa Rosa sud, dove è stato predisposto il divieto di balneazione per la presenza del batterio escherichia coli in valori superiori alla norma.

L’amministrazione comunale di Martinsicuro sta provvedendo a diffondere il documento dell’Arta in tutti gli stabilimenti balneari e negli esercizi commerciali sul territorio, per rassicurare i turisti sulla condizione delle acque di balneazione. «Stiamo ricevendo numerose telefonate di balneatori preoccupati che raccolgono le lamentele e le proteste dei turisti – ha affermato Vagnoni – pertanto stiamo provvedendo ad una informazione capillare sulla situazione, che è in continua evoluzione. In attesa di venire a conoscenza delle cause dell’inquinamento, provvederemo a diffondere i dati relativi alle analisi delle acque man mano che ci verranno resi noti».

GLI INVESTIMENTI – Un intervento da 700 a 1 milione di euro con fondi ordinari, quindi disponibili da subito dopo l’approvazione da parte dell’Ato, e i lavori di adeguamento completati entro l’estate prossima. E’ l’impegno che il presidente della Ruzzo Reti Di Pietro ha formalizzato nell’incontro di martedì in Provincia con il vicepresidente Renato Rasicci, l’assessore all’Ambiente Francesco Marconi,e l’assessore ai lavori pubblici e ambiente del Comune di Alba Adriatica Gabriele Viviani. All’incontro hanno partecipato anche il direttore della Ruzzo reti Gian Mario Fabbi e l’ingegner Domenico Giambuzzi.

Di Pietro ha sottolineato che il progetto di adeguamento del depuratore di Alba Adriatica-Villa Rosa-Martisicuro era già in programma ma che gli episodi verificatisi a Ferragosto con la moria di pesci e gli alti tassi di coliformi fecali rilevati alle foci «sono la conseguenza di una serie di fattori non tutti, probabilmente, riferibili solo alla funzionalità dei depuratori. Aspettiamo le analisi dell’Istituto Zooprofilattico e dell’agenzia da noi incaricata per comprendere bene cosa è accaduto». Il depuratore è un sito sensibile ed importante, è interesse generale che ci sia una collaborazione a 360 gradi per poter risanare il problema. La Ruzzo reti si è anche impegnata ad affiancare il Comune di Alba Adriatica nel risanamento della rete fognaria a partire dall’individuazione di quella rete di scarichi privati che abusivamente è allacciata alle condutture delle acque bianche.

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