MARTINSICURO – Spiaggia sgomberata a partire da lunedì 17 maggio: è scattata venerdì l’ordinanza comunale che impone alla marineria lo sgombero dell’arenile per la pulizia nei pressi del centro polifunzionale. Un provvedimento condiviso dai pescatori nelle finalità, ma contestato invece nei modi: «Ci hanno notificato il provvedimento sabato – ha affermato Franca Ferreri della Martinpescatori – e ci hanno informato che entro lunedì tutta l’attrezzatura deve essere portata via. Un’operazione piuttosto difficoltosa, per la quale ci avrebbero dovuto lasciare più tempo».

Al porto è infatti un via vai di pescatori che caricano sui camioncini reti, bagnarole, banchetti, strumenti di lavoro vari, molti dei quali piuttosto ingombranti. Ognuno le sistemerà momentaneamente in posti disparati: chi in garage di proprietà a Martinsicuro, chi invece, non avendo spazio, in terreni di amici o parenti, a Villa Rosa, Alba Adriatica, Colonnella. Tutto quello che invece serve per la pesca giornaliera è stato spostato nei pressi dello chalet Portofino.

«E’ una situazione complicata, poiché molte attrezzature ci servono quotidianamente, e ora non sappiamo davvero come fare. Siamo d’accordo con gli interventi di pulizia sull’arenile, ma dobbiamo essere contemporaneamente messi in condizione di lavorare».

La marineria avrebbe ritenuto una buona soluzione se il Comune avesse messo momentaneamente a disposizione il terreno a nord dei box, su cui spostare le barche e gli arnesi in attesa che la pulizia fosse effettuata. «Bastava che si tagliasse l’erba e si pulisse il terreno, da tempo abbandonato – hanno spiegato – e così avremmo potuto avere nelle vicinanze gli strumenti per il lavoro quotidiano».

Altra soluzione che i marittimi avevano prospettato per sistemare l’attrezzatura era di poter usufruire temporaneamente di alcuni locali del centro polifunzionale, ancora chiuso: «Ci hanno detto che non è possibile. Poi scopriamo che in alcuni garage sono state rimesse le barche della regata storica per proteggerle dalle intemperie. Evidentemente per il Comune le nostre imbarcazioni e attrezzature valgono talmente meno che non possono essere soggette allo stesso trattamento».

Sulla pulizia della spiaggia da effettuarsi nei prossimi giorni in vista dell’estate i pescatori ci tengono a precisare alcune cose: «Siamo perfettamente d’accordo che questi interventi vengano effettuati, ma non vogliamo che passi il messaggio che la causa del degrado nei pressi del porto è causata dal lavoro della marineria. Per quel che ci compete, noi provvediamo a pulire regolarmente, ma non possiamo occuparci anche dei rifiuti portati a riva dal mare, o della spazzatura abbandonata da mesi su alcune zone, e che il Comune non ha mai provveduto a rimuovere». A tal proposito indicano anche alcuni cassonetti in cui spesso si ritrova qualsiasi tipo di spazzatura, e cumuli di immondizia abbandonata a terra che rimarrebbe per lungo tempo sulla spiaggia prima di essere portata via.

A tal proposito le associazioni di categoria avevano anche chiesto al sindaco Di Salvatore che settimanalmente venisse inviato nel porticciolo un impiegato del Comune per effettuare la pulizia ordinaria: «Anche questo è stato escluso categoricamente. Perchè gli operai che puliscono l’intero territorio comunale non possono occuparsi anche dell’approdo?».

I pescatori reclamano più dialogo con l’amministrazione comunale e meno imposizioni perentorie: «Entrambi vogliamo la pulizia del porticciolo, il ripristino del decoro e la fine del degrado. Qui noi lavoriamo tutti i giorni, tutto l’anno. Ma appunto dobbiamo continuare a lavorare. Le imposizioni del Comune, insensibile ai nostri appelli, stanno rendendo non poco difficoltose le nostre attività, già duramente provate dalla crisi».

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