SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il S.o.S. Missionario (con sede in via Asiago, a San Benedetto del Tronto), ha dato il via ad una importantissima campagna di sensibilizzazione sull’acqua denominata “Imbrocchiamola”.

Assieme al S.o.S. Missionario hanno collaborato per questa campagna la Caritas Diocesana, l’associazione culturale Blow Up, il Centro Sportivo Italiano, Legambiente, Helios onlus.  La  Confesercenti e l’Assoalbergatori collaboreranno per la diffusione della campagna ai loro soci.
Questa iniziativa ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni, cittadini, ristoranti, alberghi, pizzerie e bar all’uso dell’acqua in brocca. In specifico i locali aderenti saranno riconoscibili dalla vetrofonia e verranno segnalati nel sito http://www.imbrocchiamola.org/. Alcuni ristoranti hanno già scelto di installare dei purificatori che uniti ad un frigorifero e ad un gassificatore offrono acqua sempre fresca, liscia o gassata.
Il responsabile del S.o.S. Missionario, Pier Luigi Addari, afferma che «l’acqua del rubinetto è più buona e più sana. È sicura perché viene analizzata quotidianamente,  arriva direttamente dal rubinetto, è economica, è comoda, è già potabile».
In più l’acqua dei Monti Sibilini, quella che arriva nei rubinetti delle case del Piceno, è classificata come la quinta acqua più buona di Italia.
Addarii inoltre ci ricorda: «Imbottigliare l’acqua e commercializzarla significa considerarla una merce come le altre. Ma possiamo trasformare l’acqua, che è un bene indispensabile per ogni forma di vita, in una merce? Secondo noi no, e per questo motivo che abbiamo unito la nostra voce ai comitati per la difesa dell’acqua come bene comune e diritto di tutti. Per tranquillizzare i cittadini che avessero qualche dubbio sulla qualità della nostra acqua a breve partirà un’altra campagna di sensibilizzazione insieme all’Arpam che analizzerà l’acqua dei rubinetti di alcuni condomini della Riviera presi a campione così da provare la bontà dell’acqua che arriva dentro casa».
Mariella del S.o.S. Missionario informa che «il Comune di San Benedetto essendo sensibile all’iniziativa ha finanziato un progetto in Uganda per la costruzione di tre nuove aule (complete di tutto), la costruzione di una sala di accoglienza per quattro insegnanti ed il finanziamento di una cisterna che permetterà la raccolta dell’acqua piovana. Ci tengo a dirvi che la collaborazione con il Csi è nata per far sì che gli educatori durante il lavoro con i ragazzi istruiscano questi ultimi sull’importanza di questo tema. Invece la collaborazione con la Caritas Diocesana è dovuta anche alla sensibilità della Chiesa ha verso questo argomento, basta ricordare le parole del Papa Benedetto XVI: “L’acqua è un diritto inalienabile”. A breve vi informeremo anche su un’altra campagna che stiamo portando avanti nelle scuole insieme a Blow Up. Vi annuncio soltanto che da questa iniziativa verrà fuori un video-spot realizzato dai ragazzi».
Un po’ di numeri: ancora oggi 1 miliardo e 600 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, 2 miliardi e 600 milioni non beneficiano di alcun servizio sanitario, 1 milione e 800 mila bambini muoiono ogni anni per malattie connesse alla mancanza di risorse idriche.
La campagna “Imbrocchiamola”, che proseguirà nei prossimi mesi, ha visto il 22 marzo la consegna della brocca al presidente del consiglio comunale di San Benedetto ed ai candidati presidente della Regione Marche presenti sempre a San Benedetto del Tronto. La Giornata Mondiale dell’Acqua è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, e viene ricordata ogni 22 marzo.

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