SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ci sono anch’io»: è il suo slogan elettorale e vuole rendere anche l’idea dello spirito della sua candidatura al consiglio regionale. Leo Sestri, assessore socialista ai Lavori Pubblici della giunta Gaspari, lo lascia dire al coordinatore provinciale del suo partito, ma ci crede anche lui. Non saremmo di fronte a una candidatura “di servizio”, ma a una sfida di chi crede che dalle urne possa uscire il suo nome e venir così a far parte dei sei consiglieri regionali che il complicato meccanismo elettorale riserva al Piceno (quattro alla coalizione prevalente).

Le priorità di Sestri sono lavoro («la Regione deve mettere in atto provvedimenti finalizzati alla riconversione delle industrie che chiudono per via della crisi»), sanità pubblica («è la prima voce di spesa del bilancio regionale, ma qui nel Piceno spesso non ce ne accorgiamo. Occorre che San Benedetto ed Ascoli abbiano reparti di eccellenza distribuiti fra i due ospedali»), infrastrutture. Su questo ultimo tema, Sestri rilancia quello che è un po’ il leit motiv dei candidati che fra Riviera ed entroterra piceno ambiscono a un posto ad Ancona. Il Piceno bistrattato, i finanziamenti da far arrivare. Un tema universalistico, che attendiamo di veder messo in pratica, tuttavia.

«Terza corsia dell’autostrada, bretella collinare, terzo braccio del porto, sono le mie priorità. Siamo riusciti in extremis a far arrivare il finanziamento regionale per ampliare lo scalo d’alaggio al porto e ne andiamo fieri», afferma Sestri.

Il Partito Socialista sostiene il governatore uscente Gian Mario Spacca dall’interno di un’alleanza a tre con i Repubblicani Europei e la Dc Marche. Il cartello elettorale si chiama Alleanza Riformista. I candidati socialisti sono Sestri, appunto, e il consigliere regionale uscente Antonio D’Isidoro. Le altre due forze politiche schierano rispettivamente Sabrina Amici e l’italiano di origini africane Epifanio Dossu da una parte, Domenico Fanini e Milena Sturba dall’altra.

Il coordinatore provinciale dei socialisti Francesco Maroni, come detto, manifesta ottimismo per la candidatura di Sestri: «Il nuovo meccanismo elettorale farà sì che il Piceno avrà sei consiglieri regionali sicuri. I conteggi sono complessi, ma riteniamo che Sestri ce la possa fare. Perciò il voto dato a lui non è un voto perso, nessuno ci venga a parlare di voto utile».

E se Sestri venisse eletto? Lascerebbe il posto in giunta comunale a qualcun altro.

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