ASCOLI PICENO – Il deputato dell’Udc Amedeo Ciccanti apre a Rutelli e promuove la costituente di centro durante l’assemblea regionale della Democrazia Cristiana, che si è svolta domenica 7 novembre per presentare la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali in programma a primavera.

«La costituente di centro è una prospettiva indicata dall’UDC – dice Ciccanti – e sarà realizzata secondo le aspettative di milioni di italiani che cominciano a vederla più concreta con la scelta di Rutelli e quanti lo seguiranno e con la crisi sempre più evidente del Popolo delle libertà che ancora non riesce ad elaborare una strategia di governo per le grandi riforme di cui l’Italia ha bisogno, preso come è dai problemi personali e giudiziari di Berlusconi.

Sulle Regionali Ciccanti non si risparmia, rimproverando l’attuale Govenatore di ostentare troppa sicurezza sulla propria ricandidatura. «Spacca non faccia lo ‘spaccone’ – ha affermato il parlamentare ascolano, – perchè se i sondaggi lo danno sopra al 50 per cento rispetto alla sua coalizione che invece soffre, quando avrà un candidato opposto del PDL e la partita diventa giocata, la strada si metterà in salita e l’affanno denuncerà le occasoni mancate in materia di sanità e di energia a causa dei vincoli patiti per le resistenze ideologiche di una parte della sua maggioranza.»

Il parlamentare dell’udc, che è anche consigliere comunale di Ascoli Piceno, si è espresso anche in merito alla possibilità, discussa nei giorni scorsi in Parlamento, di istituire una Zona Franca per il capoluogo Piceno. In un primo momento, la candidatura di Ascoli a questo “Status” che garantisce diversi vantaggi fiscali permettendo così di attirare investimenti, era stata bocciata perchè non rientrava nei parametri stabiliti. Ma la situazione in cui è precipitato il territorio nell’ultimo periodo, ha spinto forze locali ed enti a chiedere al Governo di rivedere i dati e ridiscutere la questione.

E qui Ciccanti attacca il centrodestra. «La verità che registro è il voto contrario dei parlamentari del Popolo della libertà alla Camera, – sostiene in una nota diffusa nei giorni scorsi- compresi quelli eletti con i voti degli ascolani, a qualunque modifica dei criteri di ammissione per farci rientrare alcune zone di Ascoli e la bocciatura della Regione Marche della richiesta (sbagliata) del Comune di Ascoli di finanziamenti. Non è vero quello che è stato riferito, che Ascoli ha saltato il turno della firma del Ministro Scajola e che ci sarà una prossima volta. Infatti -conclude – sul tavolo del Ministro la richiesta di Ascoli non è mai arrivata e per il 2010 le zone franche urbane non sono state rifinanziate e comunque dovranno ricevere l’autorizzazione dell’Unione Europea qualora si decidesse di rifinanziarle».

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