SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Fatelo capire, che si sta facendo il più possibile, e non c’è qui una divisione tra buoni e cattivi»: l’accorato appello finale dell’assessore Settimio Capriotti va, umanamente, compreso. Perché la commissione consiliare di giovedì 29 ottobre (straordinariamente aperta al contributo dei cittadini) è stata in realtà un “Uno contro tutti”. A Capriotti va, quantomeno, il merito di metterci la faccia («Non abbiamo dipendenti comunali esperti in questa materia», ha dovuto ammettere), laddove soltanto il sindaco Gaspari, della maggioranza, ha difeso con un non pari ardore il pasticciaccio della cassa di colmata. Perché tale è.
Lo dimostrano gli interventi, tutti almeno dubitativi – oltre quelli negativi dei consiglieri di minoranza e dei cittadini – degli stessi consiglieri di centrosinistra: oltre il solito Primavera, oramai all’opposizione, Lazzari (soprattutto) e Menzietti hanno sollevato importanti critiche. E nessuno ha difeso l’operato dell’amministrazione: né Marinucci, né Palestini (Gabrielli e Vignoli, da parte loro, se la godono, senza dover neppure infierire). Facendo il paio con l’assordante silenzio con cui, negli ultimi mesi, l’affare è stato (non) gestito da chi di dovere: l’assessore all’Ambiente Canducci dov’è? E quello al Turismo Mozzoni? Davvero non c’è nulla di loro competenza in questa vicenda?
Certo, questo primo confronto pubblico è stato utile a Capriotti e all’amministrazione, corroborata poi dall’intervento di Mela del Genio Civile: la cassa, una volta completata, sarà resa inerte da una mistura di cemento e calce. A quanto riferiscono, i rischi di inquinamento a quel punto dovrebbero cessare. Ma troppi sono gli interrogativi ancora non spiegati: Capriotti stesso ha ribadito che la decisione di trasportare i fanghi dal porto canale di Senigallia a San Benedetto è stata presa dalla Regione senza ascoltare addirittura San Benedetto, che in conferenza di servizi avrebbe potuto solo chiedere maggiori garanzie di sicurezza.
Gli animi in sala giunta si sono scaldati quando Mela ha fatto riferimento ad interventi di “somma urgenza” proprio per aumentare la sicurezza della cassa di colmata, al che alcuni dei presenti (Nazzareno Torquati, Fabrizio Falaschetti, Romualdo Fanesi) hanno contestato il progetto “in progress” che non garantiva la tenuta della cassa (come sarebbe dimostrato da una ricca documentazione fotografica anche da noi pubblicata). Effettivamente, e il buon Mela ce lo deve consentire, un intervento del genere andrebbe realizzato garantendo la massima sicurezza nei prossimi mesi come ad inizio del progetto: non si può pensare che i massi di protezione speciale arriveranno solo fra qualche giorno. E fino ad ora? Queste erano soluzioni alle quali doveva esservi una certezza già in partenza, e non in itinere. Se poi l’intervento che renderà il materiale inerte sarà scientificamente provato ed eterno, potremo tirare tutti un sospiro di sollievo (Mela ha anche garantito che la nuova banchina, opportunamente solidificata con nuovi interventi, potrà sostenere anche l’attracco delle imbarcazioni: altrimenti, non se ne parla).
Posto quindi che il gran timore per il futuro dovrebbe svanire, una domanda della consigliera del Pd Lina Lazzari è rimasta senza risposta: «Quando questa solidificazione finale sarà attuata?» Perché per il momento, se i nuovi massi opporranno una barriera considerevole alle mareggiate che la scorsa settimana hanno spazzolato la cassa, rimane il problema che il materiale inquinante è a cielo aperto, e che quindi, in caso di nuove consistenti piogge, dovrebbe riversare lo scarico, automaticamente, in mare (Mela afferma che la cassa non sarebbe ancora satura e può accogliere le precipitazioni meteoritiche, Capriotti spiega che vi è un dislivello tale che le acque vengono trattenute piuttosto che espulse: tutto vero, ma l’erosione della cassa di colmata è incontrovertibile).
Fino a quando la cassa non sarà “inertizzata”, ci saranno i giusti timori che il suo contenuto (piombo, cadmio, altri metalli pesanti, mentre le analisi batteriologiche ancora non si conoscono) possa nuocere gravemente all’ecosistema marino. A questo punto, riteniamo che, per definitiva trasparenza e dato l’interesse che la vicenda ha assunto, sia il caso di fornire dati di fatto incontroverbili: analisi dettagliate del contenuto della cassa e soprattutto analisi chimiche e biologiche del tratto di mare antistante e della sabbia a nord, che potrebbe aver accolto detriti di sconosciuta (per ora) composizione. Inoltre, poiché al dato ambientale è emerso l’ulteriore elemento dei rapporti tra San Benedetto e la Regione Marche, sarà il caso che questo venga dettagliatamente spiegato.
Dove? In un Consiglio Comunale (senza l’obbligo di intervento dei cittadini, per evitare sommari processi), in cui esperti tecnici e scientifici e rappresentanti politici regionali (come l’assessore Carrabs: crediamo sia dovuto, anche per indicare il costo sostenuto per trasportare i fanghi da Senigallia a San Benedetto) possano esporre i dati e rassicurare la comunità della Riviera delle Palme. Nel pur breve ma dibattuto incontro in Commissione qualche dubbio potrebbe essersi diradato, e si spera che anche gli altri possano esserlo in un prossimo futuro.
Ma, per favore, non lasciate da solo il soldato Capriotti.
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A parte il fatto che il soldato Capriotti se l’è cercata tutta lui per il suo attaccamento alla “poltrona”! Si doveva dimettere quando Rifondazione è uscita dalla maggioranza! Poi il tutto dimostra quanto conti la nostra amministrazione nei confronti della Regione amministrata da uomini della loro stessa linea politica. La Regione Marche ha deciso senza nemmeno interpellarci? Ma allora non contate nulla. Altrimenti avreste fatto un casino per non farvi sopravanzare su queste decisioni! Ma trovi qualcuno nella nostra amministrazione che abbia tale forza?
“Capriotti stesso ha ribadito che la decisione di trasportare i fanghi […] è stata presa dalla Regione senza ascoltare addirittura San Benedetto”.
Questa è la conferma del totale fallimento del PD locale.
Sono completamente sottomessi al Soviet anconetano.
Non è giusto che un’intera città venga trattata con disprezzo dalla regione, per colpa dei suoi politici locali nell’organigramma del PD.
E poi si dicono DEMOCRATICI.
Il problema di questa Cassa è che i tanto decantati livelli di sicurezza non sono mai esistiti veramente e la necessità del dover fare e fare in fretta, ha preso il sopravvento sul buon senso come anche sulla logica. (Riego Gambini)
Secondo me il fine ultimo ancora non si conosce.
Troppo accanimento per fare questa cassa.
I veri mandanti ancora devono uscire allo scoperto.
Vedrete che tra un paio di anni qualcuno si farà avanti per farci un pontile per qualche traffico del cavolo.
Magari sfruttando il fatto che la classe politica locale si è appiattita ed allora la nostra città sarà definitivamente terra di conquista senza nessuna prospettiva.
A meno che non ci diamo da fare per cambiare le cose.
Gundam ma tu ci credi che gli esponenti non sapevano niente??? Il Sindaco sapeva tutto; come lo sapevano i suoi collaboratori altrimenti non sarebbe prontamente uscito con l'idea dell'opportunità per la città (e per città intendiamo quei pochi che ne trarranno profitto da questa faccenda). Se non sapevano niente come minimo avrebbero inscenato una protesta per salvare almeno la faccia invece hanno sempre giustificato quest'operazione (vedasi l'incontro con il sindaco in occasione della festa di "Sinistra e Libertà"). Se non era per questo giornale difficilmente saremmo venuti a conoscenza della realtà dei fatti….
sfrinca- gundam – meteop. avete tutti ragione ma ora penso che dopo aver sentito il soldato "rimasto solo" ammettere le proprie debolezze e sbagli è ora di guardare avanti e trovare soluzioni per "colmare la cassa colmata" ?? :-)
Non sono intervenuto perchè una materia così delicata va trattata con estrema cautela: si parla quando si è sicuri di conoscere a fondo la materia altrimenti si rischia o di fare il lecchino dell’Amministrazione o di cavalcare l’evento per una passerella mediatica (cosa che non mi piace fare). Posso dire che circa due o tre mesi fa, prima che esplodesse questo caso, ho cercato di mediare tra l’Amministrazione pubblica e Torquati. Ma Torquati era già un treno in piena corsa ed ha preferito andare da solo……
Appassionante questa situazione che stà sfociando nel ridicolo.. Un'Assessore,che viene chiamato soldato? di quale armata?. Una Amministrazione che indica quella Cassa di Colmata ,colmata di materiale ad alto rischio, ne fà un monumento produttivo indiacandolo come GRANDE OPPORTUNITA'. Un assessore all'ambiente ,verde, una sola ha volta espresso il suo sapere ,poi si è zittito, sicuramente ha capito che era più importante tacere. Un Comune terzo, Senigallia, che decide per altro Comune dove portare il suo materiale ad alto contenuto ditutto. il Comune ricevente ,non se sà nulla. Il Gundam ha scritto una cosa molto sapiente : gli amministratori Sambenedettesi non… Leggi il resto »
Alessandro84, quello che Capriotti fa intendere è che non c'è mai stata trattativa, il soviet ha deciso e San Benedetto ha eseguito gli ordini. Gaspari e gli altri komunisti della sua giunta dovrebbero essere più trasparenti e confessare a TUTTI i cittadini che tra SBT e la regione Marché c'è un rapporto non dialettico, ma di mera esecuzione degli ordini del soviet. Per colpa della bassa considerazione del PD sambenedettese, tutta la città è in ostaggio delle decisioni del soviet. Questa è la cosa drammatica. Se il soviet volesse, cancellerebbe con un solo colpo di spugna tutta la dirigenza del… Leggi il resto »
Andrea, d'accordo. Ma da quei silenzi si è percepita una mancata condivisione (un dato politico, almeno su questa discussissima materia). Non sempre chi tace acconsente.
Caro Gundam; il Sindaco sapeva tutto; ed era anche stato istruito a rispondere a domande scomode: prima accusare chi ponesse la questione di essere un provinciale secondo parlare di opportunità; ho molti amici nel nord delle marche che se la ridono di questa faccenda; pensa che il porto di Pesaro sta costruendo u nuovo braccio non con una cassa di colmata ma bensi con materiale proveniente dalle cave dell'entroterra.