MARTINSICURO – A che punto è l’iter per la delocalizzazione del depuratore di Martinsicuro? Lo ha chiesto il gruppo di Città Attiva al sindaco Di Salvatore, attraverso una specifica interrogazione discussa in Consiglio comunale.

A distanza di un anno dall’incontro tenutosi tra le amministrazioni comunali di Martinsicuro e San Benedetto per discutere di una possibile delocalizzazione dell’impianto truentino, il gruppo di opposizione ha chiesto lumi sulla fattibilità del progetto e sui possibili interventi da effettuare per risolvere l’annoso problema dei miasmi che puntualmente si ripropongono soprattutto in estate – quando l’impianto lavora di più – creando notevoli disagi ai cittadini.

Di Salvatore ha affermato che il sindaco di San Benedetto dovrebbe aver conferito un incarico ad un tecnico per verificare se l’impianto di depurazione marchigiano (sottodimensionato) sia in grado di smaltire anche i liquami provenienti dalla vicina città abruzzese.

La perizia era stata decisa nell’ambito dell’incontro avuto lo scorso 25 settembre 2008 tra i due comuni confinanti, a cui parteciparono anche il Responsabile dell’Autorità di Bacino, il Funzionario preposto alla direzione del depuratore di San Benedetto e il Presidente della Reti Ruzzo spa.

In base a quanto riferito dal gruppo civico sul sito dell’associazione, ora per pianificare azioni future Di Salvatore sarebbe in attesa di una chiamata da parte di Gaspari.

Alla delocalizzazione dell’impianto di Martinsicuro si dovrà affiancare anche il progetto di costruzione del ponte ciclopedonale che dovrebbe avere una duplice funzione: unire le due sponde del Tronto per facilitare gli spostamenti in bici a turisti  residenti e nel contempo fungere da copertura ai tubi dei liquami che da Martinsicuro dovrebbero convogliare nel depuratore sambenedettese. Ingente la spesa per la realizzazione dei due progetti, che in parte dovrebbe essere ammortizzata da finanziamenti delle due Provincie di Teramo e Ascoli (150mila euro a testa) derivanti dal Fondo Aree Sottoutilizzate.  

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