PESCARA – Carlo Costantini, dell’Italia dei Valori, è il candidato ufficiale come presidente alle regionali per l’Italia dei Valori e il Partito Democratico.

Dopo lunghe trattative l’accordo alla fine è stato siglato tra Antonio Di Pietro e Walter Veltroni. «Sì, abbiamo trovato un accordo con il Partito democratico per le prossime elezioni regionali in Abruzzo» ha confermato da Milano, dove era per un dibattito all’Università statale, il segretario dell’Italia dei Valori».

«L’Abruzzo – ha affermato Costantini dopo l’investitura ufficiale – è un’occasione per ripartire, un possibile esempio per le prossime sfide elettorali. Senza il Pd, l’Italia dei Valori non può vincere. Senza l’Italia dei Valori, il Pd non può vincere. Insieme, invece, possiamo cambiare l’Abruzzo e dare un segnale per il rinnovamento del Paese. Ed io non sarò il candidato di un partito, ma degli abruzzesi. Spero che il Pd accolga questo mio invito all’unità. A a vincere sarebbe l’Abruzzo».

Al momento l’unico nodo ancora da sciogliere tra IdV e Pd è la presenza o meno nelle liste dei candidati di politici con carichi giudiziari pendenti, condizione che i dipietristi non sono intenzionati a trattare. E’ il caso ad esempio di Donato Di Matteo, assessore regionale ai Trasporti, indagato come ex presidente dell’Aca per la vicenda dei pozzi inquinati di Bussi. Di Matteo alle primarie del Pd ha raccolto 4700 preferenze e ha già dichiarato di non voler lasciare il suo posto di candidato nelle liste del Pd: «Sono stato accusato dai professionisti della politica che vivono di politica» ha affermato. L’esponente di centrosinistra ha anche ricordato che inizialmente era intenzionato a fare un passo indietro se la sua ricandidatura avesse costituito un problema, e a rimettere nelle mani del segretario D’Alfonso, all’inizio di ottobre, la scelta sul suo nome. Ma «ora per non farmi candidare – ha concluso Di Matteo – il partito mi deve cacciare e deve chiedere a tutti, anche agli alleati, se ci sono procedimenti penali in atto».

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