SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Già durante le festività natalizie, l’influenza ha costretto molti italiani al riposo e all’uso di antinfiammatori e anti-dolorifici.

Secondo uno studio della FederSalus i principali fattori di rischio nel contrarre le malattie tipiche di questo periodo, sono ritmi e stili di vita irregolari, sbalzi di temperatura, inquinamento, stress, alimentazione scorretta e diete povere di vitamine. Tutti fattori che possono abbassare le difese immunitarie.

Il segreto per tenere lontani influenza e mali stagionali è effettuare una vera prevenzione. Dormire almeno 8 ore, fare pasti ad orari regolari, abolire il fumo. Vestirsi a “strati”, scegliendo capi in tessuti caldi, ma non troppo pesanti, per non provocare pericolose sudorazioni. Evitare i luoghi troppo affollati dove si moltiplicano le occasioni di contagio: cinema, bar, teatri, palestre… Arieggiare frequentemente le stanze, mantenere una giusta umidità (50-60%) e temperatura (18°-20 °C). Lavarsi frequentemente le mani.

In vista dell’influenza, è anche molto importante preparare le difese dell’organismo attraverso una sana alimentazione ricca di vitamine e sali minerali quali zinco, manganese e rame che hanno dimostrato un’azione di rinforzo delle difese naturali; tali minerali sono contenuti in cereali integrali, legumi, frutta secca, fegato, carne, frutti di mare, cioccolato, tuorlo d’uovo. Per quanto riguarda la frutta sono indicati kiwi e agrumi, molto ricchi di vitamina C.

Con una dieta equilibrata il rischio di carenze di minerali e vitamine è decisamente improbabile ma l’alimentazione degli italiani, purtroppo, sembra evidenziare una tendenza opposta a quanto suggerito dagli esperti. Gli acquisti di frutta e verdura sono in continuo calo rispetto le quantità promosse dalla Fao e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Una quota del dispendio energetico corporeo è rappresentata dalle calorie che il nostro organismo spende per mantenere la temperatura ideale di circa 37 gradi e, in occasione di abbassamenti repentini delle temperature, può essere corretto aumentare di circa 200-300 l’assunzione calorica giornaliera in relazione ad attività, sesso, età e fabbisogni individuali.

Malessere, dolori osteo-articolari, mal di testa, debolezza, affaticamento e febbre sono i classici sintomi influenzali ma possono comparire disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea).

Nel corso di una sindrome influenzale, é molto importante integrare i liquidi per evitare la disidratazione: acqua oligominerale, succhi di frutta, spremute di arance, latte, orzo, tisane, tè al limone e tè verde, dolcificati con miele. Bevande e brodi, consumati caldi, sono utili in quanto creano vasodilatazione a beneficio delle vie aeree superiori irritate producendo anche un effetto fluidificante su muco e catarro.

E’ preferibile fare almeno cinque pasti, scegliendo cibi leggeri e di facile digeribilità. Abolire l’alcool e le bevande gassate.

In presenza di vomito e diarrea è meglio stare leggeri per 1-2 giorni, bere molti liquidi ed evitare latte e latticini.

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