SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono i semi di finocchi, questa volta, ad essere messi al bando. Su Food and Chemical Toxicology, lo scorso dicembre, è stato pubblicato la sintesi d’uno studio italiano dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione ), vigilato dal Mipaf (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), condotto sull’estragolo contenuto nelle diverse varietà di prodotti in vendita, e cioè semi sfusi, bustine da tè e tisane solubili.

È risultato che il tasso di estragolo è troppo alto e può comportare, quindi, rischi per la salute di bambini molto piccoli o donne in gravidanza.

Come rimedio erboristico, i semi di finocchio, vengono usati per lo più per tisane in caso di difficoltà digestive e meteorismo in bambini ed adulti, per prevenire le coliche dei neonati, e in donne dopo il parto per la loro azione stimolate della produzione di latte.

Questi risultati confermano, pertanto, le recenti indicazioni dell’Emea (Agenzia europea per la valutazione dei prodotti medicinali) secondo la quale, il consumo di tisane al finocchio non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 4 anni, a meno di una specifica indicazione del pediatra, così come non è raccomandato nel caso di donne in gravidanza e durante l’allattamento.

In generale è bene per tutti, farne un uso moderato, solo al bisogno e senza eccessi, con la particolare raccomandazione di aumentare l’apporto di cibi con maggiore potere antiossidante (dieta varia, ricca di frutta e verdura fresca di stagione, frutta oleosa quali noci, mandorle, nocciole… ).

Non serve fare dell’allarmismo, ma vista la quotidiana convivenza con “veleni” di ogni genere, è il caso di mettere in atto rimedi per mantenersi più sani a lungo.

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