SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Demagogia e cecità di una piccola frangia di governo non assicurano alle imprese balneari italiane la sopravvivenza»: Giuseppe Ricci, presidente dell’Itb Italia – Federturismo Confindustria, è molto preoccupato per le misure contenute in questa finanziaria in tema di canoni demaniali – Molto probabilmente, infatti, non rientreranno nel maxi emendamento di prossima discussione a Montecitorio due emendamenti sulla rideterminazione dei canoni demaniali marittimi che avrebbero consentito alle imprese balneari sia il pagamento al Demanio di un canone concessorio più equo e sostenibile sia per l’estensione della durata della concessione demaniale, potenziale volano di una riqualificazione dell’offerta balneare, oggi vittima di una sempre più crescente concorrenza internazionale».«Il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri con delega al Turismo Francesco Rutelli non ce l’ha fatta – dichiara il presidente Itb – dopo aver bloccato l’originale aumento del 300% dei canoni demaniali, Rutelli si trova oggi a penalizzare ancor più la categoria, obbligandola ad aumenti che oscillano, su tutto il territorio nazionale, tra il 500 e l’1800%: inammissibile».

«Ancora una volta – continua Ricci – non si è riusciti a dare risposte eque e maggiormente sostenibili alle imprese. Ancora una volta “qualcuno” si ostina a non voler capire che gli aumenti dei canoni demaniali, così come riconfermati dalla Finanziaria andranno a ricadere solo e soltanto sui destinatari finali dei nostri servizi: i turisti. Saranno solo loro, (quelli che ancora potranno permetterselo) infatti, a pagare in termini economici i danni che si stanno arrecando ad una categoria sempre più vessata, sempre più abbandonata a se stessa».

«Ancora una volta abbiamo perso. E abbiamo perso tutti – scrive il presidente Itb – L’Italia per prima. Con questa legge Finanziaria andiamo a minare pesantemente un settore che conta oggi 16 mila aziende balneari e 150 mila tra addetti e dipendenti, il cui stato di salute influenza da sempre l’andamento del “termometro” turistico italiano e che continua, infine, a subire trattamenti assolutamente inaccettabili come l’IVA al 20%, e soprattutto il mancato riconoscimento degli investimenti fatti dagli imprenditori turistici balneari».

«Appare chiaro che – conclude il presidente dei balneari aderenti al sistema Confindustria Ricci – disponendo di questi strumenti, appare alquanto utopistico parlare di rilancio, di concorrenza, di qualità costretti a protestare anche durante la prossima estate 2008».

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