SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella notte fra giovedì e venerdì sono comparse scritte minacciose al piano terra del residence che ospita Marco Ahmetovic.
In riferimento alla vicenda dei presunti contratti pubblicitari firmati dal giovane rom responsabile della strage di Appignano, e alla decisione del Guardasigilli Mastella di inviare gli ispettori ministeriali, arriva una precisazione da parte della Procura di Ascoli. L’ha resa all’agenzia Agi il procuratore della Repubblica Franco Ponticelli: «Ahmetovic, come chiunque altro si trovi in una condizione di detenzione in carcere o agli arresti domiciliari, può firmare contratti. La legge non lo nega. Altra cosa sono le valutazioni morali delle operazioni commerciali che stanno dietro a questi contratti».
Sulle speculazioni commerciali legate ad Ahmetovic, condannato a sei anni e mezzo di reclusione per omicidio colposo, continua la polemica fra l’agente pubblicitario Alessio Sundas e il proprietario del residence Marco Fabiani.
Secondo questi non ci sono contratti di sorta, per l’agente ci sono eccome e ci sarebbero anche anticipi già versati al ragazzo sui 50 mila euro pattuiti. I proventi del memoriale di Ahmetovic, ribadisce Sundas, andranno anche alle famiglie delle vittime della strage.
Fra gli sfortunati genitori dei quattro adolescenti, si è fatto sentire Luigi Corradetti, che sempre all’agenzia Agi ha dichiarato: «Al punto in cui siamo arrivati, e con la pronuncia della Cassazione che dovrebbe essere vicina, io comincio a temere che Ahmetovic possa fuggire dal residence, per evitare di tornare in carcere»

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