Politica. Al di là delle opinioni diverse che la stessa giunta Gaspari può avere sugli abusi edilizi, su una cosa credo che tutti siano d’accordo: vanno eliminati ma in tempi diversi. Specialmente se riguardano strutture turistiche. Credo che anche i giovani rampanti Paolo Canducci e Daniele Primavera se ne conviceranno presto se non lo sono già. La continuità si può ottenere con provvedimenti su altri abusi… lontani dalla spiaggia. Non mancano, come ammette lo stesso sindaco.
E’ il caso invece che il benedetto cartellone di eventi turistici venga alla luce, si consolidi e si migliori nel tempo. A partire dalla fine della stagione estiva 2007 senza aspettare aprile 2008. La Riviera delle Palme deve dare inizio al suo riscatto in maniera chiara e trasparente come, purtroppo (fino a prova contraria), non accade da un decennio.
L’abbellimento della città, lungomare compreso, diventa inutile o velleitario se il sindaco Gaspari non completa l’opera o meglio, per dirla in parole povere, la fa rendere. Altri monumenti, altre operazioni di facciata non servono.
E’ tempo, invece, di pensare ai servizi che potranno rivelarsi, nel tempo, utili per risolvere problemi dei turisti ma anche quelli di tutta la cittadinanza.
A partire dalla carenza di parcheggi che sta penalizzando oltre misura la bellezza del lungomare, per esempio. D’estate è praticamente impossibile partire da Grottammare, Cupra, Acquaviva per fare una passeggiata “esotica” a San Benedetto. Chi è alla guida dell’auto è costretto a fermarsi, far scendere amici o parenti ed andare a trovare un parcheggio lontano magari un chilometro o due, ripercorrere la strada a piedi, raggiungere la famiglia e fare la stessa cosa prima di tornare a casa. Improponibile ripetere il piccolo calvario una seconda volta nella stessa estate.
Samb e turismo. Un’accoppiata che fa parte della storia di San Benedetto e dintorni. Chi lo nega o è troppo giovane o è bugiardo. La percentuale di persone che hanno visto per la prima volta il nostro lungomare (non va dimenticato che è un nostro valore da sempre) grazie ad una partita tra la Samb e le formazioni di tutte le più grandi città italiane, è altissima.
Non dico un’eresia (ora può in effetti sembrarlo) se affermo che San Benedetto del Tronto era molto più conosciuta di Ascoli prima che i bianconeri salissero, per la prima volta in serie B. Credo nel 1972.
Va quindi studiato qualcosa in modo chiaro e trasparente con la famiglia Tormenti. La Samb, grazie a loro, non ha più debiti ma è anche vero che non possono da soli (e senza azzardi economici da scongiurare) riportare i rossoblu ai livelli che la tifoseria si aspetta. Perlomeno in tempi immediati, come la forza dell’attuale squadra lascerebbe intendere. Anche perché l’investimento non deve essere una tantum ma programmato con intelligenza nel tempo.
Credo poco ad altri imprenditori che tirano fuori soldi per mandare avanti la baracca perché nelle squadre di calcio comanda chi la sostiene economicamente e, se sono tanti, diventa una baldoria nella quale tutti vogliono dire la sua con effetti devastanti. Appena le cose vanno male. In questo aveva ragione Luciano Gaucci.
Credo molto invece in un coinvolgimento dell’intera cittadinanza che deve decidere se veramente la Samb Calcio è utile e può dare ritorni economici consistenti, grazie alla visibilità e promozione che la stessa può produrre. Se ritiene di sì, tutta la politica deve contribuire a realizzare un’operazione che va giustamente finalizzata al raggiungimento di determinati traguardi sportivi duraturi. Credo che chiunque sia al governo cittadino non abbia alcun problema ad assecondare un’operazione suggerita dalla comunità. Ritengo altresì che, se tutto si farà in modo chiaro e trasparente, la città accetterà e contribuirà. In caso contrario va scelta un’alternativa in grado di ottenere gli stessi risultati.
Infatti, illusioni a parte, la Samb Calcio o va considerata un valore aggiunto alla città o va lasciata a vivacchiare se la si considera semplicemente e soltanto una società sportiva.

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