GROTTAMMARE – «Un famoso detto, ormai divenuto popolare, recita “Non date il pesce ma insegnate a pescare” ». Una frase rappresentativa, recitata dall’Assessore Maria Cristina Costanzo, che racchiude il senso di questi 11 anni del “Progetto Itiuba”.

Lo scorso febbraio erano partiti per Itiuba tre falegnami volontari, Lorenzo Piergallini di Grottammare, Sante Minardi di Sassoferrato e Franco Massaccesi di Montelparo, che oggi – assieme al Sindaco Luigi Merli, l’Assessore Maria Cristina Costanzo e il coordinatore del progetto Adolfo Vespasiani – hanno raccontato la loro esperienza ad Itiuba.

Come quando si torna da un viaggio di nozze, erano moltissime le foto da mostrare di questo “sposalizio solidale”.

«Nel 1995 – racconta il Sindaco Merli – Sandro Vespasiani scrisse una lettera all’Associazione missionaria “Croce del Sud” per chiedere aiuto,e mi colpì una frase: disse, per descrivere la situazione del paese, “La grande secca”».

Franco Massaccesi, falegname in pensione di Montelparo, ha raccontato come «l’accoglienza fosse stata calorosa e delle lacrime alla partenza».

Ad Itiuba – città brasiliana grande quasi come tutta la provincia di Ascoli Piceno – sono stati portati, con alcuni container, i materiali gentilmente donati dall’ex-Cardarelli, utilizzati per realizzare macchinari da falegnameria.

Durante la permanenza, i falegnami hanno insegnato a 15 ragazzi cosa fosse la sicurezza sul lavoro e la manovrazione del macchinario. Hanno realizzato finestre, comodini, letti, scaffali sedie come campione, per dar loro la possibilità di lavorare da soli. Sono stati scelti i tre ragazzi più portati e volenterosi: sono loro che lavoreranno in questo capannone.

Sono stati inoltre dati in dono in tutto circa 5.500 euro: 1.500 dall’amministrazione, 1.500 dalla Consulta Fratellanza fra i popoli e il resto – circa 2.600 euro, il ricavato di una festa popolana – dal paese di Montelparo.

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