SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una sera della settimana scorsa sono andata con la mia compagnia al centro di San Benedetto del Tronto. Entrati in un bar, al mio fianco una ragazza accaldata bisognosa di caffeina, ha chiesto un caffé freddo

Si è sentita rispondere dalla barista che non poteva averlo perché il bar non ne faceva più: la ASL lo aveva vietato. Ha poi continuato affermando che gli altri bar che lo fanno sono dei fuorilegge. 

Non ho molta esperienza di bar, ma ho superato il corso in Somministrazione Alimenti e Bevande col massimo dei voti… Sono così rimasta incuriosita, ed ho contattato il Servizio Igiene di San Benedetto per richiedere delucidazioni. 

Ci risponde direttamente il Direttore dell’Organico Dott. Luigi Persiani: «Da accertamenti al dipartimento ci risulta che non sono state date disposizioni per il divieto di somministrare caffè freddo nei bar, negli chalet e in qualsiasi altro luogo in cui ci sia somministrazione di alimenti. E’ ovvio poi che il caffé freddo, come ogni altro alimento, deve essere preparato ad hoc, quindi tenendo conto delle regole dell’HACCP che tutti i bar sono tenuti a conoscere e a mettere in pratica». 

Qualche delucidazione per i più curiosi: HACCP è l’acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, ovvero è l’analisi dei punti critici che ogni bar deve effettuare per la somministrazione di alimenti e bevande. 

Tale regolamentazione è esplicitamente sancita dall’art. 3, comma 2, del decreto legislativo 155/97: Il responsabile dell’industria alimentare deve individuare ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza degli alimenti e deve garantire che siano individuate, applicate, mantenute ed aggiornate le adeguate procedure di sicurezza avvalendosi dei principi su cui è basato il sistema di analisi dei rischi e di controllo dei punti critici HACCP. 

Detto in maniera più semplice, non posso tagliare un melone con lo stesso coltello con cui ho tagliato carne… 

Nello specifico: per un caffè espresso non ci sono problemi in linea di massima, in quanto questo esce dalla macchina e va direttamente nella tazzina, facendo ovviamente attenzione che nell’atto di mettere la polvere di caffè nel dosatore, mentre il caffè scende e viene portato a chi lo ha richiesto, non ci siano contaminazioni. 

Per il caffè freddo, invece, occorre un po’ più di attenzione: per ottenerlo, infatti, occorre fare il caffè espresso e poi farlo raffreddare in una bottiglia di vetro, che deve essere chiusa, pulita di volta in volta e che dovrebbe avere anche una etichetta con segnato quando è stato fatto il caffè e che, comunque, dovrebbe essere consumato in giornata. In genere sarebbe anche ottimale non rimboccare questa bottiglia con nuovo caffè caldo, ma all’occorrenza buttare la rimanenza, lavare la bottiglia e rifare il caffè. Ed ovviamente il trasferimento dalla macchina alla bottiglia deve essere effettuato evitando tutti i rischi di contaminazione. 

Quindi se avete voglia di un caffé freddo, richiedetelo senza problemi: se il bar ve lo nega è solo perché, magari, non ha voglia di farlo. 

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