SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Valori, slogan, amarcord. Rifondazione comunista ha festeggiato il 25 aprile in via Mazzocchi, presso l’ex mercatino del pesce, presentando il neodeputato Andrea Ricci, unico parlamentare di maggioranza della provincia di Ascoli Piceno, e aprendo la sua campagna elettorale a favore del candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari. Festa tradizionale: con vino e porchetta. E la musica del gruppo “Anomalia? di Ascoli.
Valori: la Costituzione repubblicana e la Liberazione dal nazifascismo, commemorate dal palco da Ricci, Gaspari e dal segretario comunale del partito Ezio Vallorani. Slogan: «Festeggiamo oggi una doppia liberazione, quella del 1945 e quella dal governo della destra», ha detto Vallorani. Amarcord: «Fu Gaspari, nel 1981, a farmi la prima tessera della Fgci, contribuendo alla mia decisione di dedicarmi alla politica», ha ricordato Ricci.
«In questi anni il nostro territorio non ha avuto il sostegno di alcun parlamentare di maggioranza», ha criticato Gaspari, «Ancora oggi la destra continua a litigare per formulare il nome di un proprio candidato sindaco. Possiamo ripartire, come città e come territorio piceno, ma non abbiamo molto tempo davanti». Gaspari ha ribadito l’intenzione di presentare una nuova classe dirigente, «di giovani e donne».
Ricci ha parlato del referendum sulla riforma costituzionale previsto per la fine del mese di giugno, ricordando che l’esito delle urne sarà valido indipendentemente dal quorum raggiunto. Ha criticato la riforma, che «nega», ha detto, «i principi e i valori che oggi festeggiamo, dividendo l’Italia in venti staterelli, accentrando al tempo stesso grandi poteri nelle mani del governo».
Ha quindi affrontato due temi: la necessità di dare risposte ai bisogni «concreti e quotidiani delle persone». E il «cambiamento culturale» a suo dire necessario «per bloccare il processo di decadimento sociale ed economico e la demoralizzazione» che sarebbero stati generati dal precedente governo. L’ultima parte del suo discorso Ricci l’ha dedicata appunto alle elezioni amministrative: «Dopo la vittoria alle provinciali del 2004, alle regionali del 2005 e alle ultime politiche», ha detto, «possiamo fare “filotto? e vincere anche le comunali a San Benedetto. La coalizione di centrodestra si è sfasciata per le proprie contraddizioni interne e sarebbe quindi innaturale che San Benedetto ne abbia una seconda».

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