SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Avevano lanciato il sasso, poi avevano quasi gettato la spugna. L’anticipo della prima udienza per discutere del fallimento della Samb, fissata presso il Tribunale di Ascoli Piceno il 28 aprile (in precedenza la data era il 12 giugno), li ha poi convinti a riunirsi e a discutere nuovamente di Samb. Stiamo parlando di May Day SpA, il gruppo di imprenditori sambenedettesi che, attorno alle figure di Caroselli e di Amadio, avevano lanciato l’idea della costituzione di un capitale sociale di 500 mila euro come base per salvare la Samb in caso di fallimento.
Sembra, infatti, che l’incontro con l’avvocato bolognese Mattia Grassani, esperto in tematiche di diritto sportivo e in passato consulente della Samb di Gaucci e di Mastellarini (consulente insoddisfatto dei mancati pagamenti della società rossoblu e quindi primo ad intentare la richiesta di fallimento alla Samb) non sia stato soltanto un pour parler. Grassani avrebbe sì spiegato la situazione della Samb attuale, precisando che, secondo lui, nulla potrà essere deciso con chiarezza prima dell’udienza del 28 aprile (ma sappiamo bene che, con l’opposizione dei chiamati in causa Soldini e Mastellarini, tutto potrebbe slittare), ma starebbe anche meditando un colpo a sorpresa: secondo Grassani la Samb avrebbe le carte in regola per restare in C1 anche a dispetto del fallimento, pur se la Lega Calcio non è più disposta ad accettare altri casi come quello del Foggia (fallito in corso di campionato e quindi restato in C1 dopo un’asta fra gli aspiranti nuovi acquirenti).
Cosa rassicura Grassani? Non è dato saperlo: in pochi possiedono la cultura giuridico-sportiva dell’avvocato bolognese, salito alla ribalta delle cronache nazionali nella bollente estate del 2003, quando, sfidando Lega e Figc, riuscì a far riammettere il Catania in Serie B, rivoluzionando di fatto l’assetto del calcio nazionale.
Cosa avrebbero prodotto le parole di Grassani fra gli imprenditori della May Day? Difficile saperlo. Fatto sta che, mentre qualcuno sembrava pronto a costituire il capitale sociale e ad affiliarsi presso la Lega, in modo da poter rilevare, nel momento opportuno, il titolo sportivo della Samb, ogni decisione in merito sul da farsi pare sia slittata al prossimo 27 aprile, giusto il giorno prima dell’udienza al Tribunale di Ascoli. Quel giorno si dovrebbe svolgere un incontro tra gli imprenditori della May Day per valutare in che modo muoversi: se creare un paracadute in caso di dissolvimento societario o se sperare addirittura di salvare la Samb in C1. Anche se tutto, alla fine, potrebbe slittare successivamente la oramai fatidica data del 28 aprile.

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