SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’articolo che mai avremmo voluto scrivere ma che prelude ad una nuova storia.
La Sambenedettese Calcio, nata il 4 aprile 1923, nell’anno del centenario non è stata iscritta al prossimo campionato di Serie D. Troppe le inadempienze economiche disonorate da Roberto Renzi, che ha vaneggiato fino all’ultimo tra pseudo trattative, raffazzonando carte inutili da presentare alla Lega, risultate tuttavia incomplete. Il responso della Covisod è risultato tanto lapidario quanto prevedibile: esclusa!
Già, proprio il presidente romano, che due anni fa sbucò dal nulla, scalzando Kim e sborsando un’ingente cifra per colmare i debiti di Serafino, salvo poi perdere la Serie C per una somma irrisoria a confronto.
Dinamica che non volle mai chiarire, nonostante Riviera Oggi glielo avesse insistentemente chiesto fin dall’inizio del suo incarico.
Domande, quelle della nostra redazione, che Renzi definì “da questura” cavalcando la buona fede e la giustificata voglia di riscatto della tifoseria.
Ma il primato (si fa per dire) che Renzi detiene, non è tanto quello di non aver mai rilasciato interviste alla nostra “scomoda” testata, rifiutandosi di essere ospite nelle nostre trasmissioni. A queste cose, un giornale che fa il suo dovere, è abituato, anzi, essere ritenuti “fastidiosi” da certi personaggi, è una lusinga.
Semmai il triste record che costui detiene è un altro. Quello di aver portato un’intera città a provare non solo rabbia e sconforto per le sorti della propria Beneamata, bensì anche la più profonda indifferenza. Il che è ancora peggio anche se l’indifferenza non è iniziata con Renzi. Lo stadio, nelle ultime partite dello scorso campionato, somigliava al fondo di un cratere lunare con il pubblico spaesato sulla via del futuro.
La “presidenza” Renzi, mescolata alla sua totale indifferenza nei confronti della squadra, dello staff tecnico e amministrativo, alla sua mancanza di rispetto verso la nostra città, istituzioni, stampa e se mi permettete, verso i tifosi lacerati dalla passione e dall’amore; hanno rappresentato il punto più basso della storia Centenaria del club. Dal 1993, salvo rari e brevi barlumi più che altro di speranza, la Samb ha vissuto più fallimenti (la sentenza di oggi è però diversa da tutte le altre Ndd) che soddisfazioni sportive, spesso in balia di personaggi di volta in volta più controversi con al collo la sciarpa rossoblu e il loro cuore a battere altrove.
Trent’anni in cui il dibattito in città, ha riguardato più le vicende societarie che il giuoco del calcio con la conseguenza di perdere qualche generazione di giovani tifosi: ragazze e ragazzi innamorati di Samb.
Roberto Renzi, a che pro tutto questo! Stavolta tienila pure per te la risposta, non ti scalmanare per motivarci il male che hai fatto alla nostra città.
Speriamo di poter tornare a gioire, anche se con un’altra squadra di San Benedetto che non è più la defunta Sambenedettese della nostra storia. Indifferenti alla sorte di coloro che hanno illuso la nostra passione.

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