Monteprandone, Piceno, Valle del Tronto

“Turbogas? No grazie”: avviata la petizione

Il meet up dei “grillini” di Ascoli, dopo aver studiato pro e contro sulla futura centrale, ha avviato una raccolta di firme online contro la sua realizzazione, da presentare all’assessorato all’Ambiente della Regione Marche e al presidente della Provincia di Ascoli Piceno, al sindaco di Ascoli Piceno, ai sindaci dei Comuni della Valle del Tronto.

di: 2 gennaio 2008 @13:59

ASCOLI PICENO – Con lo slogan “Turbogas? No, grazie!” il meet-up dei grillini di Ascoli Piceno ha avviato in questi giorni una petizione online (per vederla clicca qui).

La raccolta firme va contro il progetto che prevede la costruzione di una centrale termoelettrica, della potenza di circa 85 Megawatt, alimentata a metano, e verrà presentata all’assessorato all’Ambiente della Regione Marche, al presidente della Provincia di Ascoli Piceno, al sindaco di Ascoli Piceno, ai sindaci dei Comuni della Valle del Tronto.

Nella petizione – che è stata aperta la scorsa settimana ed ha già raccolto più di cento firme – si legge: «La centrale brucerà ogni anno 140 milioni di metri cubi di gas naturale ed emetterà 240 mila tonnellate di Co2 (anidride carbonica), che è il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra, cioè del riscaldamento del pianeta Terra. La centrale emetterà anche particelle inquinanti pericolose (NOx, pm10, pm2.5, formaldeide e altro). Da 4 torri alte 30 metri verranno emesse quasi mille tonnellate al giorno di vapore, utilizzando circa 500 mila metri cubi di acqua all’anno (quanta ne consumano 1.300 famiglie di 4 persone o 2.000 famiglie “medie” del territorio ascolano)».

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Un commento all’articolo

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  1. gmarucci scrive:

    Quanto costa questa centrale? (tutto compreso ovviamente)
    Non sono più tanto pochi gli esperti che invitano a ripensare il concetto di centrale migrando a quello dei micro impianti dedicati all'autoproduzione di energia perché inquinano molto meno, sono molto più efficienti e hanno meno dispersioni di energia.
    Con quei soldi non si potevano finanziare (oltre a quello che già da il governo) l'installazione dei pannelli fotovoltaici, termosolari, oppure incentivare decisamente la tenuta termica delle attuali case con i cosiddetti "cappotti" di cui tanto parlano bene coloro che li hanno messi?
    Poco tempo fa su RAI3 parlarono di un condominio a Monsano (se non erro) i cui condomini erano ampiamente soddisfatti dei risultati.
    Se al cappotto ci abbiniamo i pannelli oppure impianti di cogenerazione ecco che con la stessa quantità di metano avremo calore ed energia elettrica (e penso anche acqua calda).
    Inquineremmo molto meno, saremmo sempre meno schiavi dagli idrocarburi e potremmo evitare di pagare pesantissime multe per il mancato rispetto dei protocolli di Kyoto.
    Dimenticavo: risparmieremo anche l'acqua di cui si parla nell'articolo.

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