SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle, in particolare una nota dei Gruppi Consiliari e Meet Up provinciali  e del consigliere regionale Peppino Giorgini.

“L’inaugurazione della nuova area di degenza/lungodegenza di Geriatria forse darà i suoi frutti per la campagna elettorale. Fotografi, giornalisti, ricchi premi e cotillon per gli invitati, tutti a sentirsi raccontare come sono bravi e come sono efficienti i politici e gli amministratori. La verità è che gli stessi posti (o giù di lì) c’erano già qualche anno fa, prima che si decidesse di lasciare questo reparto in stand-by per i lavori durati circa un lustro.

Il potere dell’immaginazione comunicativa figlia del Berlusconismo, è ora un marchio dell’ex PD. I capi e i loro adepti invece, non vedono e non sentono il lamento del popolo, perché sono troppo impegnati a farsi fotografare nel tagliare nastri rossi.

La prima ad esempio (e questa rappresenta il puro paradosso politico), è che hanno problemi enormi nel gestire l’unica oncologia provinciale nel presidio Sambenedettese, oncologia che non ha a disposizione una sua cappa aspirante (fondamentale per la preparazione dei farmaci chemioterapici) e quindi, tutte le mattine, il personale aspetta di riceverli dal presidio Ascolano per iniziare le sedute: prima arrivano i pazienti residenti nella provincia e poi con calma i farmaci. Tanto chi se ne frega se a persone già provate da un tumore, le facciamo sostare in sala d’attesa…Di tempo da perdere ne hanno.

Non fanno nessuna rassegna stampa, per raccontare che l’acceleratore lineare, (macchina per la radioterapia) è perennemente guasto (perché oramai obsoleto) e i pazienti sono spesso costretti a rimandare le cure o a rivolgersi altrove.

Si nasconde ai cittadini che l’ortopedia, un reparto importantissimo per la nostra città turistica, è relegata in un corridoio con stanze da più pazienti insieme e che non c’è nessun piano di ristrutturazione o di ampliamento per un servizio fondamentale come la sala gessi, come si tace che l’unico riferimento provinciale per la Gastroenterologia è isolato in una corsia ambulatoriale senza posti letto dedicati.

Dell’emodinamica abbiamo ormai perso le speranze, mentre l’UTIC non si capisce che bestia ibrida sia! Pazienti con problemi cardiologici, che hanno bisogno di calma e tranquillità, costretti a dividere i loro spazi con la Medicina D’Urgenza, accanto a pazienti affetti dalle più svariate infezioni e patologie. Non si racconta dei tempi d’attesa lievitati al Pronto Soccorso che deve gestire lo stesso bacino d’utenza (aumentato nel post sisma) e lo stesso numero di accessi di un ospedale regionale come Torrette, senza avere però le giuste risorse.

Abbiamo visto morire eccellenze come l’otorinolaringoiatria -anch’essa promiscuamente appoggiata pro tempore in chirurgia – ora tocca alla cardiologia che sarà trasformata (sulla carta) in un centro di riabilitazione. Ma c’è di più: dei 140 posti letto, previsti in ampliamento per tutta la regione Marche, alla nostra Provincia non ne sarà assegnato neanche uno e questo conferma quando da noi detto anni fa. Il Madonna del Soccorso diventerà un Ospedale di serie B.

Il dato preoccupante riguarda infine il piano occupazionale sanitario 2017-2019 che vedrà un taglio di oltre sei milioni di euro per tutta la regione. Nel teatro dell’assurdo ci viene raccontato che sì “sono state fatte 200 assunzioni nel Piceno!”, ma non si racconta che almeno per tre quarti sono con contratti a termine. Naturalmente, se siamo dimenticati per l’assegnazione dei posti letto in ampliamento e per il personale di ruolo, siamo campioni regionali sul taglio di questi fondi: Ben 2,9 milioni di euro, dei sei di cui sopra, saranno decurtati al nostro territorio.

Ma noi siamo profondo sud e da come si stanno mettendo le cose, non abbiamo bisogno di un ospedale che funzioni ma del ripristino dei posti letto di geriatria e di un Hospice, interno all’ospedale, che ci farà da insegna su ciò che sarà il nostro futuro: si entra nel nostro nosocomio non per curarsi, ma per il fine vita. Se vogliamo curarci e guarire dobbiamo sottometterci ai presidi di Ancona e Pesaro, lì si che l’aumento dei posti letto si farà, per i loro cittadini e per noi in subordine. Tanto ha dichiarato insieme agli auguri per il prossimo Natale il nostro Governatore Ceriscioli Scrooge: “Ce li abbiamo a disposizione” sì, ma a 100 chilometri da casa. Questo è il disegno che si prospetta all’orizzonte con il marchio PD: Un “grande” ospedale dalle piccole prestazioni, dove se sei molto anziano sei il benvenuto.Tanto non hai bisogno di guarire.”

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