SAN BENEDETTO – Martedì 29 settembre per le marinerie comprese tra San Benedetto del Tronto e Bari il fermo pesca è terminato, ma il prezzo del gasolio continua a pesare sui conti dei pescatori.

La marineria sambenedettese, insieme ad altre 42 marinerie italiane, ha annunciato l’adesione alla giornata di agitazione prevista per il 22 ottobre, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sui costi che gravano sul comparto.

“Sta diventando sempre più difficile lavorare per i pescatori, nonostante il Governo stia cercando delle soluzioni”, afferma Massimo Sandroni, direttore di Cia Marche e responsabile della sezione PescAgri.

Secondo Sandroni, con il prezzo del carburante che oscilla tra 1,30 e 1,40 euro al litro, la ripresa dell’attività potrebbe spingere la marineria sambenedettese a valutare una riduzione delle giornate di pesca, concentrando l’attività solo su alcuni dei giorni settimanalmente disponibili.

PescAgri Cia torna inoltre a chiedere l’istituzione di un tavolo permanente per affrontare il problema dei costi del comparto e individuare soluzioni di lungo periodo.

“Le condizioni che causano i rincari non sembrano destinate a risolversi a breve”, conclude Sandroni.