L’Accademia AIFAS porta in scena al Teatro Concordia un progetto innovativo sostenuto dal Ministero della Cultura: attori e cineprese condivideranno lo stesso palco in un’esperienza unica nel suo genere.

Unire il teatro al cinema abbattendo la quarta parete e portando la macchina da presa direttamente sul palcoscenico, al fianco degli attori: è questo il cuore del nuovo e ambizioso progetto culturale promosso dall’Accademia AIFAS, presentato in conferenza stampa e pronto a debuttare il prossimo 5 settembre al Cinema Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto.

L’iniziativa, intitolata “La Partenza” e ispirata alla celebre Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni, rappresenta un esperimento di “teatro-cinema” che vanta pochissimi precedenti a livello internazionale. Il valore del progetto è stato riconosciuto anche dal Ministero della Cultura, che lo ha ammesso a contributo insieme a pochissime altre realtà nazionali.

A spiegare la genesi e la struttura dell’opera è stato l’ideatore Marco Trionfante (AIFAS): «È un percorso iniziato nel 2020 con il lavoro di formazione e l’analisi del testo goldoniano, che oggi si evolve. Il 5 settembre il pubblico assisterà a uno spettacolo unico: gli attori reciteranno mentre i direttori della fotografia, Stefano Corona e Alessio Ciaffardoni, si muoveranno sul palco con la telecamera in spalla tra i protagonisti. Lo spettatore vivrà un’esperienza totalmente immersiva».

Oltre alla performance dal vivo, il progetto prevede la successiva realizzazione di un docufilm a carattere scientifico, realizzato con il contributo di illustri accademici come il Prof. Piermario Vescovo (Università Ca’ Foscari di Venezia) tra i massimi esperti goldoniani in Italia, e il Prof. Fabrizio Deriu (Università di Teramo).

Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore alla Cultura del Comune di San Benedetto del Tronto, Cinzia Campanelli: «Siamo onorati che la nostra città possa accogliere un progetto di tale portata. Si tratta di un esperimento innovativo, di altissimo livello culturale, che dimostra la vivacità delle produzioni del nostro territorio».

Un pilastro fondamentale del lavoro dell’Accademia AIFAS è la collaborazione pluriennale con l’APAS (Associazione Picena Apassionati della Salute). La presidente ha sottolineato il valore di questo connubio: «Non si tratta di un progetto per ragazzi con disabilità, ma di una vera inclusione sul campo. I nostri ragazzi lavorano al pari di tutti gli altri attori, migliorando la propria autostima e scoprendo doti artistiche inaspettate». Una visione condivisa dalla regia, che ribadisce come la vera inclusione risieda nella normalità di condividere lo stesso palcoscenico senza corsie preferenziali.

Alcuni attori presenti in conferenza hanno evidenziato la modernità dell’opera goldoniana, sottolineando come, al di là dei costumi del Settecento, emergano paure e desideri incredibilmente vicini a noi, a partire dal bisogno di accettazione e di approvazione sociale.

Il cast si è soffermato sul cambiamento di registro recitativo richiesto dalla presenza della cinepresa: rispetto alla recitazione teatrale tradizionale, il cinema impone di ridurre la gestualità e calibrare l’espressività del volto. Avere la telecamera a pochi centimetri sul palco rappresenta un “disagio costruttivo” stimolante, capace di spingere l’attore a dare il massimo.

La preparazione dello spettacolo è stata paragonata a quella di «una bottega artigiana rinascimentale», valorizzando l’intenso affiatamento umano e professionale nato durante le settimane di prova e arricchito dal contributo di tutto il gruppo.

L’appuntamento per scoprire questo esperimento culturale è fissato per il 5 settembre al Teatro Concordia.