ANCONA – Il monitoraggio 2026 di Goletta Verde, presentato questa mattina ad Ancona da Legambiente, conferma una rete di depurazione in affanno su gran parte della costa marchigiana: 7 campioni su 12 sono risultati fuori dai limiti di legge, tra cui la storica criticità della foce del Musone, fortemente inquinata per il sesto anno su sei.

Accanto al Musone, gli altri punti finiti fuori dai limiti raccontano un quadro che si allarga: in provincia di Pesaro e Urbino sono risultati inquinati sia il porto di Pesaro, alla Calata Caio Duilio,una novità assoluta per il monitoraggio di Goletta Verde, sia la foce del torrente Arzilla a Fano, già fortemente inquinata nel 2023 e nel 2024. In provincia di Ancona, oltre al Musone, sono fuori legge anche la spiaggia a sud della foce del fiume Misa a Senigallia, contaminata per la prima volta dopo anni di esiti regolari, e la foce del fiume Esino a Falconara Marittima. In provincia di Fermo, il tratto di mare antistante la foce del Tenna è fortemente inquinato, complice una portata del fiume particolarmente esigua al momento del prelievo. Chiude la lista la foce del Tronto, a San Benedetto del Tronto, dentro la Riserva Naturale Regionale Sentina: un punto che conferma criticità ormai costanti negli ultimi anni.

A complicare il quadro non sono solo i dati, ma le discrepanze tra ciò che rileva Goletta Verde e ciò che comunica il Portale Acque del Ministero della Salute, lo strumento ufficiale attraverso cui cittadini e turisti dovrebbero informarsi sulla balneabilità dei litorali. Alla foce dell’Arzilla, a Fano, il portale indica acque balneabili e di qualità eccellente, nonostante un’interdizione per apertura sfioratori valida dal 1° maggio al 20 settembre 2026. Lo stesso accade alla foce del Musone, classificata balneabile pur con la medesima interdizione tecnica in calendario. Per la spiaggia di Senigallia colpita dal Misa, contaminata per la prima volta quest’anno, il sito non riporta invece alcuna restrizione: risulta semplicemente balneabile e di qualità eccellente. Una situazione simile si registra alla foce del Valloscura, indicata come eccellente e balneabile sebbene risulti temporaneamente vietata per inquinamento da apertura sfioratori per l’intera stagione.

Una discrepanza che non è sfuggita a Legambiente. “Le discrepanze riscontrate sul sito del Portale Acque del Ministero della Salute meritano un approfondimento e una segnalazione alle autorità competenti, essendo questo lo strumento ufficiale di informazione ai cittadini sulla balneazione”, ha dichiarato Ciarulli, sottolineando come il problema non riguardi solo la qualità dell’acqua ma anche l’affidabilità delle informazioni messe a disposizione di chi va in spiaggia.

A peggiorare il quadro, la scarsità di cartellonistica sul territorio: divieti di balneazione sono stati trovati solo alla Calata Caio Duilio di Pesaro e alla foce del Musone, mentre i cartelli informativi sulla qualità delle acque sono presenti unicamente al Musone e alla foce del Chienti.
La situazione delle nostre coste non è delle migliori”, ha commentato Ciarulli, ricordando come i punti storicamente fuori legge raccontino “criticità croniche nel sistema di depurazione” nonostante gli interventi fatti dalla Regione negli anni sugli impianti. Per il presidente di Legambiente Marche, l’ingresso di nuovi punti contaminati come il porto di Pesaro e la foce del Misa è “un allarme di come la situazione invece che migliorare sia in peggioramento”.

Sulla stessa linea Francesca Cugnata, portavoce di Goletta Verde: “Quello che facciamo da 40 anni è una fotografia puntuale del sistema di depurazione delle acque reflue, che incide in maniera importante sullo stato di salute del nostro mare. Non diamo patenti di balneazione, per questo lavoro ci sono le autorità competenti, ma vogliamo attuare un’azione sinergica con le amministrazioni e i cittadini”.

 

 

Mappa dell'inquinamento nei mari delle Marche (Locator map)