Durante l’ultima settimana a catalizzare l’attenzione di tifosi, addetti ai lavori e istituzioni è stato il destino della Ternana. Ma a che punto siamo, al di fuori di tutte le chiacchiere? Proviamo a fare chiarezza, con i fatti alla mano, ricostruendo la cronologia degli eventi e analizzando le conseguenze reali per il campionato di Serie C.
Tutto ha inizio il 13 aprile 2026, quando l’assemblea straordinaria dei soci della Ternana, convocata dalla famiglia Rizzo, delibera la messa in liquidazione volontaria della società. Nello stesso giorno, l’amministratore unico Fabio Forti presenta le dimissioni e viene nominato liquidatore il dottor Fabio Lacalamita, professionista romano. Gli atti vengono sottoscritti dal notaio Cirilli di Terni.
Il 14 aprile la notizia esplode sui media: la Ternana è in liquidazione volontaria. Gli allenamenti vengono sospesi, i giocatori rimandati a casa. Il 16 aprile, alle ore 16:04 (oggi), la pratica di liquidazione viene protocollata alla Camera di Commercio di Terni, con stato “aperta”. In data odierna scade il termine per il pagamento degli stipendi ai calciatori: molti titolari non riceveranno il compenso e si considereranno svincolati o in sciopero.
Mentre la famiglia Rizzo procedeva con la liquidazione volontaria, un creditore ha presentato istanza di fallimento presso il Tribunale di Terni. Si tratterebbe di un procuratore sportivo, che ha agito tramite lo studio legale Lazzari & Partners, con sedi a Bologna, Lecce e Roma. L’avvocato Lorenzo Lazzari è titolare del BC-Group, non ha rilasciato comunque dichiarazioni in merito, neanche attraverso le agenzie ad esso collegate. Il procuratore della Repubblica di Terni, Minieri, ha tenuto a precisare che non vi è alcun intervento della magistratura ordinaria, ma solo di un creditore privato. Questa istanza, depositata prima della trascrizione definitiva dell’atto notarile di liquidazione, ha di fatto “congelato” la procedura volontaria, aprendo la strada alla liquidazione giudiziale, ma perchè l’stanza abbuia seguito, il creditore (o i creditori) devono vantare almeno 30.000 Euro, e bisogna attendere domani per sapere che fine farà la Ternana perchè tra i due tipi di liquidazione c’è un’enorme differenza.
Ad oggi Con la liquidazione volontaria, la Ternana sarebbe fuori dai giochi, e la classifica riscritta, senza se e senza ma. L’articolo 16, comma 7 del NOIF parla chiaro: “Il Presidente Federale delibera la revoca dell’affiliazione di una società alla F.I.G.C. in caso di liquidazione della società stessa ai sensi del codice civile”.
Il precedente del Rimini, escluso il 28 novembre 2025 dopo aver depositato istanza di liquidazione giudiziale, dimostra che la Federazione agisce in tempi rapidissimi, e la Ternana non potrà giocare le due partite residue con tutto ciò che ne consegue.
Comunque per domani, 17 aprile 2026, alle ore 18:00, il Tribunale di Terni ha fissato l’udienza per le istanze di fallimento. La giudice fallimentare Claudia Tordo Caprioli metterà in calendario la procedura. Se il Tribunale di Terni accoglie le istanze di fallimento e dispone la liquidazione giudiziale autorizzando l’esercizio provvisorio, la Ternana potrebbe continuare a giocare il campionato in corso, partecipare ai playoff e cercare un acquirente per il ramo d’azienda sportivo. In questo caso, gli effetti della revoca dell’affiliazione decorrerebbero dalla scadenza dell’iscrizione al prossimo campionato. La seconda strada: se il Tribunale non si pronuncia o respinge le istanze, la liquidazione volontaria procede con revoca immediata dell’affiliazione, esclusione dal campionato, annullamento di tutti i risultati della Ternana ed estinzione del titolo sportivo.
Le conseguenze in classifica, in caso di esclusione, sono regolate dall’articolo 53, comma 3 delle NOIF: “Qualora una società si ritiri dal Campionato o ne venga esclusa per qualsiasi ragione, tutte le gare disputate nel corso del campionato di competenza non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa”.
Nella pratica, significa che tutte le 34 partite giocate dalla Ternana verrebbero annullate. Ascoli, che ha battuto la Ternana sia all’andata (2-0) che al ritorno (1-0), perderebbe 6 punti in classifica, scendendo da 74 a 68. Sambenedettese, che ha pareggiato entrambi i confronti con le Fere (0-0 a Terni, 1-1 a San Benedetto), perderebbe 2 punti, scendendo da 31 a 29. Tutte le altre squadre del Girone B vedrebbero ricalcolata la propria posizione, con possibili ingressi o uscite dalla zona playoff e playout.
La partita di sabato 18 aprile, Bra-Ternana, prevista a Sestri Levante alle 15:00, resta appesa a un filo. Con molti giocatori in sciopero per gli stipendi non pagati, la squadra potrebbe non presentarsi al completo o schierare una formazione irregolare, con il rischio concreto di sconfitta a tavolino o rinuncia implicita.
In ogni caso il campionato, a due partite dalla fine è falsato ed a perdere sempre è solo lo sport.
Copyright © 2024 Riviera Oggi, riproduzione riservata.

Lascia un commento