SAN BENEDETTO – Nuova settimana, nuova sfida per la Sambenedettese, impegnata sabato 31 gennaio nella trasferta di Carpi. I rossoblu devono rialzarsi dopo la brutta sconfitta casalinga per 0-2 rimediata contro la Pianese, che ha proseguito e confermato un rendimento casalingo a dir poco allarmante. Fuori casa gli uomini di D’Alesio sembrano performare leggermente meglio, sintomo, forse, che la pressione che si sente in città e allo stadio pesi sulle schiene dei calciatori. Questa squadra, però, ha tutte le capacità per riuscire ad avere un rendimento positivo più continuo, quel che manca è la fiducia, probabilmente a causa dei risultati spesso negativi.
Il Carpi potrebbe essere l’occasione giusta per i rossoblu per dimostrare che la vittoria contro il Forlì non è stata solo un caso. Gli emiliani vengono anche loro da una striscia di non vittorie che dura ormai da due mesi: gli ultimi 3 punti gli ha ottenuti in casa del Pontedera il 30 novembre scorso. Da lì sono arrivati 3 pareggi e 4 sconfitte che hanno fatto uscire la squadra dalla zona playoff. La classifica, però, è corta e, nonostante il periodo no, i biancorossi hanno 27 punti, gli stessi del Pesaro 10°, che però ha una partita in meno, e uno in meno del Guidonia 9°. D’altra parte si trova solo a 4 lunghezze in più della Samb e 6 della zona playout, con il rischio di venir risucchiata nella lotta retrocessione se non arrivino i risultati sperati al più presto.
Le statistiche non sono di certo dalla loro parte: il 3-5-2 di mister Cassani non sta ottenendo le prestazioni che ci si aspettava, soprattutto in fase di non possesso: il Carpi è addirittura la 3° peggior difesa del girone con 28 reti incassate. In attacco la situazione non è di certo più prospera: i gol segnati sono 22, comunque due in più dei rossoblu, ma ciò che spaventa di più è la scarsa capacità di creare occasioni, anche nelle partite in cui riescono ad ottenere un possesso palla maggiore dell’avversario. Ciò che permetteva a questa squadra di ottenere risultati era l’abilità di trasformare spesso i pochi tiri effettuati, caratteristica che, vuoi per sfortuna, vuoi per mancanza di lucidità e serenità, negli ultimi due mesi sembra sparita. Infine, come se non bastasse, i biancorossi hanno perso il loro miglior giocatore per rendimento, Matteo Cortesi, in gol contro la Samb all’andata, ceduto nella finestra di mercato invernale all’Arezzo.
Ora sta ai rossoblu sfruttare i difetti degli avversari e stare attenti a subire poco in difesa, perché presumibilmente gli spazi per attaccare ci saranno. Siamo arrivati a febbraio, i punti sulla zona playout sono solo 3 e la situazione inizia a spaventare squadra, società e tifosi. Non c’è più tempo per le scuse, da qui in poi ogni palla persa o riconquistata, ogni gol sbagliato, segnato o subito pesano come un macigno.

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