SAN BENEDETTO – Un viaggio tra la New York di fine 1800 ed epoca moderna, storie di vite spezzate, fino ad arrivare alla controversa tutela legale di Britney Spears, in seguito a un crollo psicologico nel 2008 che ha dato origine al movimento #FreeBritney, è il racconto dello spettacolo “Pink. Dieci Giorni con Nellie Bly”, portato in scena sabato 8 novembre dall’attrice Elena Fioretti, con la regia di Elena De Carolis, all’interno della rassegna “Teatri Invisibili”
Nelly Bly, pseudonimo di Elizabeth Jane Cochran, è considerata la prima giornalista investigativa e la creatrice del genere del giornalismo sotto copertura, Pink era il suo soprannome da bambina.
La sua impresa più famosa, per il giornale New York World di Joseph Pulitzer, fu quella di fingersi pazza per farsi internare nel manicomio femminile di Blackwell’s Island a New York. Il suo reportage, intitolato “Dieci giorni in manicomio” svelò le condizioni disumane e gli abusi subiti dalle pazienti, suscitando un enorme scandalo e portando a importanti riforme negli istituti psichiatrici.
Una storia che da un lato porta alla luce l’emancipazione in un’epoca in cui il giornalismo era considerato un lavoro prettamente maschile, dall’altro l’emarginazione, talvolta anche strumentale, di donne considerate, “diverse” non in grado di difendersi da sole.
Una storia appropriata per i “Teatri Invisibili”: attraverso il mezzo del teatro viene raccontata una storia di una giornalista che ha portato visibilità a un mondo “invisibile”.
Un ulteriore spunto di riflessione, che va oltre lo spettacolo, è di come la società odierna abbia trovato la maniera di isolare ancora la difformità, in un mondo fagocitato dai social media, dove spesso si rinuncia a esprimere un parere difforme, per non esporsi alla gogna della mediocrità collettiva. Ma anche il compito del giornalista, soprattutto quello di inchiesta, rimane un compito difficile, come un individuo dislocato, “incapace di dialogare in terra straniera”, parafrasando il testo dello spettacolo, in una società che preferisce una comoda bugia a una verità scomoda.

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