SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Nella mattina del 17 giugno sono state convocate, in seduta congiunta, presso la Sala Auditorium “Tebaldini” sita al piano terra della sede comunale la Commissione consiliare (Urbanistica, Edilizia popolare, Edilizia privata) e la Commissione consiliare (Lavori pubblici, Igiene pubblica, Decoro urbano Gestione rifiuti, Viabilità e trasporto), con il seguente ordine del giorno: Parco Marino del Piceno.
Nella ricorrenza del 42° anniversario della morte di Carla Bisirri, deceduta in ospedale a Roma il 17 giugno 1981, a pochi giorni di distanzadopo di Maria Teresa Napoleni a seguito delle ustioni riportate allo Stadio Ballarin, nel tragico rogo del 7 giugno 1981, si cominciano i lavori osservando un minuto di Silenzio. Ironia della sorte ad annunciare il minuto di silenzio è il presidente della commissione lavori pubblici Gino Micozzi, principale promotore dell’abbatimento della Curva Sud.
In questo primo incontro sono state ascoltate le motivazioni dei contrari.
Sono intervenuti Gerardo Fragoletti, presidente della Co.Vo.Pi (Consorzio Vongolari Piceno), Giovanni di Mattia presidente della Co.Ge.Vo. (Consorzio Gestione Vongole) Andrea Maria Antonini Assessore con delega alla pesca marittima, i Consiglieri Lorenzo Marinangeli e Paolo Canducci.
“Veniamo demonizzati come un settore da eliminare perché siamo deleteri per l’ambiente – dichiara Gerardo Fragoletti – nel tempo abbiamo fatto passi da gigante siamo riusciti a creare una pesca molto sostenibile. L’anno scorso a Bruxelles abbiamo presentato quello che noi facciamo puntualmente tutti i giorni per quanto riguarda la tracciabilità del prodotto per quanto riguarda le quote. Vengono fatti monitoraggi puntualmente tutti i mesi dal CNR. Siamo i primi a rispettare l’ambiente marino, perchè è il nostro lavoro, ed è nostro interesse preservarlo”
“In questi giorni l’alluvione della Romagna che ci ha insegnato, o meglio ci ha confermato, il problema che abbiamo in Italia – puntualizza Giovanni di Mattia – che gli interventi utili all’ambiente sono innanzitutto la messa in sicurezza dei fiumi, ma sembra che istituendo queste Aree Marine lungo l’Adriatico, in zone sabbiose dove non vi sono le peculiarità, dove non c’è niente addirittura non ci sono nemmeno di Zone A sembra che noi abbiamo risolto il problema dell’ambiente. Ma qui bisogna mettere in sicurezza i fiumi, questa è la vera priorità. E’ inutile che noi munifichiamo il mare poi arriva un’alluvione e tutto quello che abbiamo fatto, ed i sacrifici venfgono vanificati. Abbiamo visto dalle prime piogge che hanno portato il fango, già abbiamo osservato delle piccole morie di vongole alla foce dei fiumi. Questi sono interventi necessari e capire che noi facciamo Aree Marine protette, mummifichiamo la Sentina e togliamo le vongole, è tutto a posto. Non è così quindi bisogna veramente dialogare. Dal confronto puònascere un’ opportunità per entrambi le parti”
“L’istituzione di un’area protetta Marina Protetta nella nelle province di Ascoli, in parte di Fermo, qualche dubbio me lo solleva – sostiene l’assessore regionale Antonini – Innanzitutto, ovviamente collegati al discorso delle attività produttive in modo particolare delle vongolare, sappiamo che purtroppo anche con le rassicurazioni che possono dare dei Consigli Comunali, che magari in totale buona fede si esprimono a favore della tutela della pesca, poi il rischio che tutto ciò, in fase esecutiva applicativa, poi non possa realizzarsi. Il rischio è e alto perché abbiamo un precedente; una sentenza del TAR che ha respinto un ricorso riguardo proprio la possibilità della pesca nella zona dell’Area Marina Protetta di Torre del Cerrano. La politica in buona fede, insieme anche a chi voleva altrettanto in buona fede legittimamente l’istituzione di un’area Marina Protetta, poi alla fine ha ottenuto risultati diversi. I problemi poi sarebbero altissimi. Immaginare che per un lungo tratto i vongolari si possano spostare a Porto San Giorgio, creerebbe dei problemi seri anche dal punto di vista proprio di gestione del sistema pesca”
“Dove viene fatto un parco esistono dei veti – afferma il consigliere Lorenzo Marinangeli– I veti ci sono sempre. In tutti i 29 Parchi Marini, non c’è la possibilità di pescare le vongole. Abbiamo 57 unità di vongolare a San Benedetto. In ogni barca ci sono due tre persone; parliamo di circa 120 famiglie. Queste 57 unità si dovrebbero spostare e andara a lavorare a Porto San Giorgio dove ce ne sono già 30. Ma quando si parla di vongolari, o quando si parla di pesca, una cosa che spesso l’opinione pubblica non capisce, e lo stesso nostro governo non capisce è che per una barca che si rottama, c’è tutta una filiera che non lavora più. Quando viene istituito un parco Marino, quel territorio non è più di San Benedetto, di cupra o di Grottammare: diventa proprietà dell’Ente Parco. quindi una barca che vuole fare un tragitto che passi per il Parco Marino, deve fare domanda all’Ente Parco.”
“Accolgo con grande favore l’atteggiamento delle cooperative perché l’approccio che teorizzate assolutamente condivisibile – interviene il consigliere Verde Paolo Canducci– Ed è lo stesso che da sempre hanno i promotori dell’area Marina Protetta del Piceno. In questi 30 anni in cui si è discusso di questo progetto, si è cercato in maniera strumentale di creare due schieramenti opposti. sicuramente qualche errore è stato fatto perché un percorso di confronto andava iniziato fin dall’inizio. Oggi sostenere che si possa istituire un’area Marina Protetta di 26 km, completamente esclusa alla pesca delle vongole è una cosa assolutamente impossibile. Di questo noi dobbiamo essere siamo consapevoli. E’ impensabile in una realtà come la nostra, ragionare ancora su un concetto di parco-santuario. Le norme che tutelano la biodiversità oggi hanno come finalità ultima quella di garantire la sopravvivenza dell’uomo per il futuro, quindi oggi quando ragioniamo nel 2023 di un’area Marina Protetta la si ragiona con un concetto di sostenibilità economica e sociale, oltre che ambientale.”
I lavori, si chiudono e le commissioni si aggiornano alla prossima seduta, dove si ascolterannno i favorevoli al Parco Marino.

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