SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mercoledì 5 luglio si è svolta presso la sala convegni (corpo F) dello stabilimento ospedaliero Madonna del Soccorso la conferenza stampa di presentazione di uno “Scalp Cooler”  donato all’U.O.C. di Oncologia dell’Area Vasta 5.

Lo Scalp Cooler è un sistema di raffreddamento del cuoio capelluto teso a prevenire il trauma visibile dell’alopecia da farmaco chemioterapico, che aggredisce anche le cellule sane del follicolo pilifero, provocando l’atrofia totale o parziale della radice del capello. Scalp Cooler consente a circa il 70% delle pazienti  sottoposte a chemioterapia, di presentatre  un’alopecia di grado lieve o nullo grazie ad un sistenma che sfrutta la restrizione dei vasi sanguigni che giungono al capello.

Il dispositivo, dal valore di 45.000 Euro, è stato acquistato grazie ad una raccolta fondi organizzata dall’Associazione Bianco Airone A.p.s. che vede un sostanzioso contributo della FG Holding del gruppo Gabrielli oltre a  Diego della Valle, Boomerang viaggi e CanaliBus, Bazar dell’Assassino 2, il dottor Vincenzo Salvi ed il Circolo Nautico attraverso il presepio allestito da Patrizio Corsi.

Un ringraziamento da parte del direttore di AV5 Massimo Esposito: “E’ stato recepito un segnale di bisogno a favore di persone che si trovano in una situazione di estremo disagio, legato ad una patologia grave, non andando ad intervenire sullo stato di salute vero e proprio, ma andando ad agire su quello cheè un disagio psicologico, relazionale, che colpisce specialmente le donne, i soggetti più fragili e delicati, nella loro condizione dell’essere donna e che per me rappresenta un elemento che fa la differenza rispetto a tutte le  altre donazioni, è un segnale di sensibilità estremamente forte che trova da  parte dell’amministrazione  ed anche mia personale un segno di gratitudine ed apprezzamento per ciò che è stato fatto”.

“Questa macchina in realtà non riguarda tutte le pazienti” – spiega la dottoressa Francesca Chiara Giorgi, primaria del reoparto di oncologia -“ma solo quelle  affette da carcinoma mammario che fanno chemioterapia di precauzione, quindi è un gruppo di pazienti potenzalmente ‘pulite’che si ritrovano a fare chemioterapia per ridurre il rischio che la malattia torni. Quindi in realtà, in questo periodo le facciamo far male noi con i nostri farmaci, perchè non hanno i sintomi della malattia. Ecco perchè avere una macchina che riduce il rischio di presentare alopecia conseguente alla chemioterapia”.

“Siamo orgogliosi di poter sostenere l’Area Vasta 5” – ha dichiarato Cesira Gabrielli, Presidentessa della Holding del Gruppo Gabrielli – “e, specialmente,  la U.O.C. di Oncologia perché, come noto, nei trattamenti chemioterapici, la caduta dei capelli è un effetto che, per quanto collaterale, ha molti risvolti psicologici. Questa apparecchiatura, ci è statto spiegato, permetterà a molti pazienti di avere un’alopecia nulla o di grado lieve e crediamo che questo possa essere un aiuto concreto. La nostra holding, in Italia e nel Mondo,  sostiene numerose strutture ospedaliere, perchè la salute è uno degli ambiti a xui dedichiamoil nostro miglior tempo e le nostre risorse”.