GROTTAMMARE – Lavori in dirittura di arrivo in quella che sarà la nuova sede del Centro per l’infanzia “Pollicino”. Come annunciato nei mesi scorsi, infatti, dal prossimo anno educativo il nido comunale lascia la storica via Toscanini per trasferirsi nei locali in corso di allestimento nel quartiere “Ex Ferriera”, vicino al Bosco dell’Allegria, la più grande area verde pubblica della Città di Grottammare.

In via di ultimazione anche le opere esterne: il personale del servizio Manutenzioni ha lavorato in questi giorni all’adeguamento del giardino adiacente alla struttura e ieri è iniziata l’installazione degli arredi gioco.

Il nuovo “Pollicino” sorgerà in via Promessi Sposi, al piano terra di un edificio privato, opportunamente adattato allo scopo a cura e spese della proprietà, la famiglia Radaelli, su progetto firmato dall’architetto Vincenzo Eusebi per Nothing Studio. Al termine di tutte le opere, la struttura verrà presa in carico dal Comune di Grottammare.

Dal 20 settembre, il Centro accoglierà 30 bambine e bambini dai 3 mesi ai 3 anni, in un ambiente completamente rinnovato e studiato per le esigenze educative e di benessere dei piccoli ospiti: tutti gli spazi sono facilmente fruibili e dotati di arredi e attrezzature adeguate alla loro funzione nel rispetto delle routines e delle attività ludico-didattiche.

“Questo luogo, che accoglierà i nostri piccoli nei prossimi anni, sembrava disegnato appositamente per diventare un servizio per la comunità. E ora è  diventato il centro per l’infanzia Pollicino  – dichiara l’assessore all’Inclusività Monica Pomili – Che emozione averlo visto nascere, crescere e ora concretizzarsi: siamo agli ultimi ritocchi e a breve potremo aprirlo. Un ringraziamento di cuore voglio che arrivi ai proprietari dello stabile, a tutti coloro che hanno lavorato, contribuito e aiutato, perché è stato un incredibile lavoro di squadra guidato da una sinergia non scontata e vincente. Si tratta di un’opera davvero importante per la città e l’intera comunità, simbolo di rinascita e di ripartenza delle nuove generazioni che qui faranno le loro prime piccole grandi esperienze di vita e di socializzazione”.


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