GROTTAMMARE- Allo chalet Nord-Est, di Grottammare, è possibile ammirare le opere dell’artista Claudio Della Ventura, che saranno esposte fino a mercoledì 8 settembre. Il titolo dell’opera è “Covid-19”, ed è composta da tre maschere, che esprimono le sensazioni provate durante la pandemia, lasciando comunque un ampio margine all’interpretazione personale. I tre volti del covid sono: l’angoscia, (posta al centro), che è il tema permanete causato dalla pandemia, rappresenta l’essere umano imprigionato, le sbarre della prigione in cui tutti siamo finiti assieme alla sorpresa iniziale e alla messa della mascherina, l’abnegazione del male, la tristezza e la disperazione. Quella dorata è la speranza, che tutto possa tornare prima possibile alla normalità, il desiderio e la voglia di rinascita. La nera è la rabbia, verso la situazione in cui ci si è trovati. Le opere non hanno una linearità obbligata, sta allo spettatore decidere se guardarle da destra o da sinistra, come le fasi del Covid sono intercambiabili e vissute personalmente dai singoli, dopotutto l’arte è anche interpretazione.

Sottostante i volti c’è anche un quadro che alleggerisce il tema, dal titolo: “tridimensionalità bidimensionale“. Attraverso le conchiglie dell’opera, realizzate sul legno scottato con una colata di resina, l’artista vuole esprime il senso della bellezza in generale, che dal bidimensionale, come ad esempio la bellezza di uno schermo, quando diventa reale si tramuta in tridimensionale.

Tutte le creazioni sono state realizzate con materiali di recupero, come gli scarti della lavorazione di acciaio e ferro, che ricordano la gioventù di Della Ventura, quando camminando trovava pezzi di lamiera o polistirolo in disuso, che lo ispiravano. Le facce sono state realizzate con legno intagliato, mentre i muri dietro che vengono rotti sono in polistirolo sempre su base legno intagliato.

Abbiamo scambiato due parole con il titolare dello stabilimento balneare Alessio Cipolloni, di seguito le sue parole: “Le opere suscitano un dibattito e una reazione tra i clienti. Alcuni sono venuti appositamente per vedere l’esposizione, altri non ne erano al corrente e sono rimasti molto sorpresi durante la cena. Rappresenta un bellissimo accostamento il momento del cibo con le opere sullo sfondo. Questa è la prima volta che esponiamo arte allo stabilimento balneare, ma ipotizziamo di continuare questo connubio tra arte e cibo anche in futuro. Con l’artista é nata un’amicizia , come le più grandi sul tavolo del ristorante, casualmente, è venuto a pranzo e si è trovato bene ed da lì è nato tutto”.

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