SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Telefoni che non rispondono, messaggi con spunte blu ma senza dettagli. Evidentemente c’è poco da dire e anche se questo, come spiegato ieri, indica che non vi è stata una rottura, significa anche che non vi è alcuna soluzione in merito alla trattativa, che al momento appare molto confusa nei dettagli e nei ruoli, tra Domenico Serafino e Kim Dae Jung per la proprietà della Samb.

Confusa perché parliamo di due soci della stessa società, la Sudaires Srl, costituita nel giugno del 2019 a Milano e che ha acquistato, in un anno, due squadre di calcio, una in Galles e una in Italia. Con un azionista di maggioranza, Serafino, che viene lasciato solo a gestirle godendo quindi (in teoria, ma anche nella pratica) della piena fiducia dell’altro, al di là dell’Oceano, per poi arrivare all’attuale epilogo, con gli avvocati Fabrizio Acronzio (per Dae Kim) e Flavia Tortorella (per Serafino) che stanno cercando di trovare un accordo, previsto non prima di lunedì, però.

Le assicuro che attualmente il silenzio è la cosa migliore” è la striminzita risposta che abbiamo ottenuto da una delle parti in causa. Impossibile inoltre sentire Kim Dae Jung, per altro contattato per altre vie.

Difficile fare previsioni anche se a San Benedetto i minuti pesano come le ore, le ore come i giorni. Anche se l’accelerazione degli eventi appare inconsueta persino a confronto di altre situazioni simili vissute in passato, con l’annunciata possibilità di messa in mora da parte dei calciatori che, se accordo (e soldi) non arrivassero, rappresenterebbe una porta spalancata ancora una volta verso l’abisso.


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