SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una brutta storia, questa del project financing per la Piscina Comunale “Gregori” di San Benedetto, al quale l’Amministrazione Piunti, trainata dalla volontà di ferro del vicesindaco Andrea Assenti e del suo superiore Pasqualino Piunti, si è avvinghiata ogni giorno in maniera più maldestra, ascoltando solo una campana (quella dei proponenti) e chiudendosi a fortino con i critici.

Non è facile mettere tutti d’accordo, ma abbiamo osservato un fallimento totale di una procedura amministrativa che doveva essere partecipata per smussare tutte le asperità e, magari, raggiungere un traguardo raramente registrato a San Benedetto: lo sfruttamento dell’intelligenza collettiva, superiore alla sommatoria delle intelligenze individuali (che rischiano di diventare negative in mancanza di un coordinamento).

Invece si è andati al muro contro muro, fino al ricorso delle società sportive con una consulenza di esperti urbanisti che hanno attaccato il Project proprio dal punto di vista tecnico. E sembra che tra la documentazione presentata e i rilievi presentati al Tar vi fossero discrepanze enormi.

Project Piscina, dai tecnici del Tar brutte notizie per il Comune?

Adesso l’Associazione Temporanea di Imprese ha deciso di rinunciare alla progettazione, adducendo anche la crisi coronavirus che – è vero – incide in maniera importante sulla gestione delle piscine.

Ma non basta. L’Amministrazione Piunti può far finta di nulla, ci mancherebbe. Ma fra un anno San Benedetto sarà chiamata a rivotare per sindaco e Consiglio comunale e chi, nell’attuale maggioranza, vorrà ripresentarsi, dovrà rispondere anche a domande specifiche su questa vicenda. – così come altre, si pensi all’incredibile vendita della ex Scuola Curzi.

Ad esempio se è vero che tra progetto presentato e rilievi vi fosse una differenza di 700 metri quadrati circa le aree della piscina passibili di sfruttamento commerciale: oltre mille metri quadrati con un soffitto di tre metri per i proponenti, 300 metri o poco secondo i ricorrenti e i tecnici terzi nominati dal Tar.

Se davvero cose del genere potevano avvenire al Comune di San Benedetto se non ci fosse stata una verifica puntuale privata, c’è da chiedersi se il sindaco e il suo vivace vicesindaco Assenti ne siano fieri, o invece abbiano qualche timore sulla corretta gestione della macchina amministrativa a cui sono a capo.


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