Il presidente del consiglio Giuseppe Conte incontra i giornalisti, aggiornamento situazione coronavirus. Segui la diretta. Giornalisti in videoconferenza.

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Conte: “Una multa più dura per chi non rispetta le regole, un maggior coordinamento con i presidenti di regione e una sorta di obbligo di incontrare il Parlamento ogni 15 giorni”.

“Purtroppo anche oggi ho assistito ad una indebita diffusione di una bozza, abbiamo apportato di modifiche in Consiglio dei Ministri. Assolutamente non vero che l’emergenza durerà fino al 31 luglio: a fine gennaio deliberammo lo Stato di emergenza nazionale, subito dopo che l’Oms decretò l’emergenza globale dell’epidemia. L’emergenza era stata definita fino al 31 luglio, ma non significa che le misure restrittive saranno prorogate fino a quella data, siamo pronti prestissimo per allentare la morsa di queste misure e superarle, siamo confidenti e fiduciosi che ben prima di quella scadenza si possa tornare alle nostre abitudine di vita anzi ad un migliore stile di vita. Ne sono convinto, questa prova durissima ci migliorerà, stiamo tutti riflettendo sul proprio stile di vita e sulla scala di valori, riflessioni che spesso non riusciamo a fare. Oggi, purtroppo, abbiamo più tempo per riflettere e ne approfitteremo”.

La multa per chi non rispetta le norme va da 400 a 3 mila euro con un aumento di un terzo se si è alla guida di un veicolo.

La sanità è gestita a livello regionale, stiamo facendo di tutto per rinforzare gli ospedali ma dobbiamo procedere in pieno accordo con le regioni, ma le misure restrittive devono essere dello Stato altrimenti si crea confusione e disorientamento per i cittadini.

Lasciamo la possibilità alle regioni la possibilità di adottare misure ulteriori nel caso vi siano ulteriori problemi locali sopravvenuti.

Mi confronto, con i Ministri, spesso con i sindacati e continuerò a farlo. La concertazione degli anni 90 dobbiamo dire è superata, questo è il momento del confronto.

Quando abbiamo chiuso le attività produttive abbiamo ascoltato sia i sindacati che le categorie imprenditoriali. Stiamo ancora lavorando con loro perché decidere di chiudere interi comparti cercando di capire quali sono i comparti essenziali e non essenziali è complicatissimo, certo, tutti hanno una soluzione: significa che non c’è una soluzione univoca che può mettere tutti d’accordo.

So che non tutti i sindacati sono rimasti soddisfatti ma le filiere produttive sono molto integrate, sappiamo ad esempio che chi produce polistirolo, etichette, pellicole trasparenti..

Questo vale anche per i rifornitori di carburanti, dobbiamo garantire a tutti l’approvvigionamento di tutti i servizi essenziali, lo garantisco così come lo garantisco per i carburanti.

Abbiamo una linea di massimo rigore e massima trasparenza, gli italiani sono così amanti dei loro presidi democratici che abbiamo abbracciato da subito questa linea.

Precettazione per i lavoratori? Sono convinto che non arriveremo a questo, ho visto un senso forte di responsabilità e comunità anche se dobbiamo assicurare la salute anche dei lavoratori, per questo abbiamo sottoscritto il protocollo di sicurezza anticontagio.

Per i rifornitori di carburante la ministra De Micheli emetterà una ordinanza che assicurerà i turni di lavoro per garantire i rifornimenti in tutta la Penisola. E’ chiaro che in questo momento dobbiamo presidiare in tutti i modi le attività ritenute essenziali per il funzionamento del Paese.

Io con Speranza e Boccia abbiamo ascoltato spesso i presidenti di regione, non è pensabile un intervento di potere dello Stato centrale, ma noi preferiamo la collaborazione tra le istituzioni e perché la competenza della Sanità è in mano alle Regioni, quindi se avocassimo queste competenze allo Stato, sarebbe poco funzionale. Ad esempio il patrimonio informativo regionale lo hanno loro, non noi.

Questa modalità sta dando dei risultati, abbiamo riconvertito 78 ospedali come ospedali Covid, trasferito 59 pazienti dalla Lombardia ad altre regioni, abbiamo portato i posti di terapia intensiva da 5343 a 8370 e subintensiva da 6525 a 26169 in pochi giorni.

 


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