SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un quarto di secolo per il Premio Libero Bizzarri e un riconoscimento importante: San Benedetto viene riconosciuta dalla Regione Marche come “Città del Documentario”. La presentazione è avvenuta nella sala consiliare del Comune di San Benedetto davanti ad una folta platea anche di studenti del settore audiovisivo dell’Ipsia di San Benedetto.

Nel corso dell’incontro è stata presentata anche Antologia Doc, già presentato nella sala stampa della Camera dei Deputati di Roma, e che rappresenta un lavoro sulle 25 edizioni del Premio tra il 1994 e il 2019.

L’incontro è iniziato con la proiezione di un video realizzato dagli studenti dell’Ipsia per i 25 anni del Bizzarri.

Il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti afferma: “Il Bizzarri dimostra tutti i suoi 25 anni, ed è un complimento. Il Premio Libero Bizzarri ha dato molta visibilità alla nostra città. Vedevo un difetto nel Premio Libero Bizzarri e ho chiesto che fosse più penetrante nella realtà cittadina e vedere oggi questo gran numero di studenti testimonia il miglioramento che deriva dal confronto. Infatti abbiamo voluto assegnare a Libero Bizzarri un riconoscimento assegnandogli il Gran Pavese Rossoblu”.

In rappresentanza della Regione Marche è intervenuto il consigliere regionale Fabio Urbinati: “San Benedetto è diventata Città del Documentario grazie ad una legge regionale approvata nel settembre scorso. L’intento è quello di agevolare l’attrazione di finanziamenti e contributi, così come abbiamo fatto per altre città delle Marche su altri aspetti della cultura”.

Maria Pia Silla, storica presidente della Fondazione Bizzarri, aggiunge: “Importante che oggi ci siano tanti giovani, io mi auguro che l’Ipsia lanci un appello e che possa riavere il suo corso ad indirizzo strutturato per la produzione di video per cinema ed eventi. Non è pensabile che una storia come l’Ipsia che aveva questo corso con tecnologie e strumentazioni di eccellenza non abbiano più questo indirizzo. Ringrazio comunque la Regione Marche con il qui presente Urbinati, l’ex presidente della Provincia Pietro Colonnella e il sindaco di San Benedetto Piunti perché hanno sempre creduto nel documentario”.

Giulio Troli, giovane sceneggiatore sambenedettese, ha collaborato al film “Pinocchio” con Roberto Benigni: “Il mondo del cinema e del documentario è difficile ma anche molto bello. Il cinema, da trent’anni a questa parte è stato contagiato da un virus che è quello del realismo”.

Claudia Pampinella ha inviato un messaggio, presidente di DocIt, la massima istituzione nazionale che raccoglie i documentaristi italiani, ha inviato un messaggio di felicitazione per il riconoscimento. Un messaggio video invece è stato inviato da Enrica Fico Antonioni, moglie del celebre regista Michelangelo Antonioni, premiato due volte dal Bizzarri a San Benedetto (clicca sotto per l’articolo del 2005).

Antonioni e De Oliveira, ovvero il Cinema a San Benedetto

E a proposito di grandi registi, Giuseppe Piccioni, ascolano, autore di tanti e pluripremiati lungometraggi come “Il Grande Blek” e “La luce dei miei occhi”, si è complimentato con la Fondazione Bizzarri e con le istituzioni presenti: “Con questa legge il Bizzarri non è più un premio o una rassegna, ma anche un cantiere, un luogo dove confrontarsi anche con le nuove generazioni che hanno bisogno di dire cose diverse rispetto alle nostre. Questa realtà potrebbe essere simile a quella dell’Istituto Rossellini di Roma: imparare a fare i montaggi, ad usare la tecnica. Per questo la Cna si interessa, perché ci sono aziende che hanno bisogno di queste competenze”.


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