SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diamo conto, qui di seguito, di una nota stampa che porta la firma del sindaco Pasqualino Piunti in merito alla vicenda che riguarda Andrea Assenti, vicesindaco del Comune di San Benedetto, e il cugino Mirco Assenti, rappresentante e socio della Cube Srl, tra gli acquirenti dell’immobile della ex Scuola Curzi. A commento delle affermazioni del primo cittadino,  solleviamo però alcune questioni che a nostro avviso avrebbero bisogno di maggiore chiarezza.

Riportiamo, per prima cosa, il testo del comma 2° dell’articolo 78 del Tuel (Testo Unico degli Enti Locali) che fa riferimento al conflitto di interessi di un amministratore, il vicesindaco e assessore Andrea Assenti nel nostro caso: “Gli amministratori  devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado”.  Dalle parole del sindaco, prendiamo atto che un amministratore non sarebbe tenuto a conoscere tutti gli atti che egli vota, visto che la determina dirigenziale (la numero 93 del 2019) di aggiudicazione della ex Scuola Curzi è  richiamata nel testo della delibera n° 14  del 2019.

Infine, commentando il “potenziale conflitto” di interessi ammesso nel comunicato stampa del primo cittadino, ci permettiamo di far notare che la delibera di autotutela con cui è stata annullata la precedente proroga dei (e non “nei”) termini, fa menzione, fra le sue motiviazioni, solo degli articoli 48 (competenze della Giunta) e 107 (funzione della dirigenza) del Tuel e non del comma 2° dell’articolo 78 (cioè l’obbligo di astensione in presenza di conflitto di interessi), che con tutta evidenza sembrerebbe invece il motivo per cui Andrea Assenti non ha preso parte, astenendosi, alla votazione della delibera di annullamento in autotutela.

Dobbiamo dedurre, quindi, che il “potenziale conflitto” di interessi di Andrea Assenti, ammesso dal sindaco, sia solo a parole e non già nei fatti ovvero negli atti adottati dalla Giunta che presiede.

 

Il comunicato stampa che porta la firma del sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti:

Ho finora evitato di intervenire sull’inaudito polverone sollevato da esponenti della minoranza consiliare sperando che maturasse una riflessione a mente fredda. Così purtroppo non è stato, e allora mi corre l’obbligo di illustrare quali sono gli esatti contorni della vicenda.

L’obbligo di astensione previsto dal Testo Unico degli Enti Locali è riferito sempre a colui che agisce nell’atto e che potrebbe trovarsi in conflitto di interessi immediato e diretto con i contenuti dell’atto stesso: il Sindaco o un consigliere quando si tratta di una delibera di Consiglio, il Sindaco o un assessore quando si tratta di una delibera di Giunta, un dirigente quando si tratta di una determinazione.

Il caso sollevato si riferisce ad una delibera di Giunta comunale, la n. 14 del 7 febbraio 2019, che aveva ad oggetto la ricognizione degli immobili comunali suscettibili di vendita, cioè un atto di natura programmatoria e quindi generale. Non c’era dunque nessun conflitto di interessi nella posizione del vicesindaco Assenti semplicemente perché in quella delibera c’era soltanto la presa d’atto che la procedura di vendita dell’ex scuola Curzi era già stata portata a termine con atti dirigenziali a cui ovviamente l’assessore è estraneo.

Di conseguenza, nessun conflitto è ipotizzabile nell’approvazione della delibera di giunta n. 29 del 1° marzo 2019 con cui si è approvato lo schema di bilancio 2019/2021, anch’esso atto generale di natura programmatoria (di cui peraltro io sono stato il relatore), né tantomeno nella delibera consiliare del 23 marzo 2019 di approvazione del bilancio, visto che in Consiglio gli assessori non votano.

L’unico atto nel quale Assenti si è effettivamente trovato in potenziale conflitto è stata la deliberazione sulla proroga nei termini di stipula del rogito per l’ex scuola Curzi che l’ufficio riteneva meritevole di valutazione da parte dell’esecutivo. Un errore a cui si è prontamente rimediato con l’annullamento in autotutela della delibera stessa.

Spero di non dover dedicare altro tempo a questioni inconsistenti come questa sottraendolo al lavoro che svolgiamo quotidianamente per dare risposte ai cittadini e attuare il programma su cui abbiamo raccolto il loro consenso”.

 


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