SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ scattato l’allarme per possibili contaminazioni in alcuni pozzi dell’acqua del quartiere Sentina e del quartiere Fosso dei Galli a Porto D’Ascoli. Allarme che ha portato il sindaco Piunti a chiedere, tramite una missiva, chiarimenti all’Asur.

Noi abbiamo deciso di sentire l’Arpam, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, e in particolare la sede di Ascoli Piceno che si occupa di fare i rilevamenti. Gli sforamenti che l’Arpam ha rilevato sono relativi al secondo semestre del 2018 e sono stati trasmessi a Provincia, Regione, Comune di San Benedetto e Asur dalla stessa agenzia lo scorso 15 aprile.

Da quello che abbiamo appreso dai responsabili, dai prelievi è stata riscontrata la presenza di Ferro e Manganese oltre i valori soglia nel pozzo di via del Cacciatore nel quartiere Sentina e valori più alti dei limiti tabellari che fornisce la legge per quanto riguarda il cloroformio in un pozzo del Ciip a Fosso dei Galli. “Si tratta in ogni caso di pozzi, alcuni dei quali sono industriali, che nulla hanno a che fare con l’acqua della rete” ci dicono dall’Arpam. In parole povere non si tratta dell’acqua che esce dai rubinetti.

Ecco che quindi l’agenzia, a seguito del rilevamento che ha fatto scattare il campanello d’allarme per un sito potenzialmente contaminato, ha avviato la procedura prevista dall’articolo 244 del codice dell’Ambiente, il decreto legislativo 152 del 2006.

Il procedimento prevede che, quando i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, si debba dare comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti. La provincia, a quel punto, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dell’evento di superamento e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere alla bonifica. Se il responsabile non è individuabile toccherà al Comune mettere in piedi le operazioni.


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