SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dispiace, umanamente, per mister Giorgio Roselli. Una persona schietta, simpatica, che abbiamo avuto il piacere di apprezzare in questi mesi. Il calcio purtroppo ha le sue regole non scritte e dopo il 4-0 a Trieste non c’erano molte alternative, anche considerando le statistiche dell’epoca Fedeli in fatto di rendimento degli allenatori. Anzi, con l’ex tecnico di Cosenza e Cremonese soltanto una lunga serie di pareggi ha limitato la rabbia presidenziale.

Abbastanza strano il rendimento della Samb con Roselli: seconda in classifica nella seconda parte del girone di andata condotta sotto la sua guida dietro alla capolista Pordenone, ci si aspettava nel girone di ritorno una entrata prepotente della Samb nel gruppo delle inseguitrici della prima in classifica, anche considerando il ritorno delle disponibilità di diversi giocatori infortunati come Stanco, Russotto, Bove e l’arrivo di alcune pedine mancanti (alla fine, però, Roselli ha usufruito del solo Fissore).

Purtroppo i numeri parlano chiaro e nel 2019 la Samb ha realizzato appena 13 punti in 13 partite, una media punti pari al Vicenza e superiore soltanto a Rimini, Fano, Vis Pesaro e Ternana. Due sole vittorie in 14 partite, una sola nelle ultime 11. Inutile continuare a ripetere che in avvio la Samb aveva soltanto 8 punti in 10 partite quando nelle ultime 11 ne sono stati fatti 10.

Roselli paga da parte sua la difficoltà ad inquadrare una formazione tipo attorno alla quale ruotare gli uomini sulla base di infortuni e squalifiche, come si fa da sempre in Serie C. Invece i cambi di schemi e di moduli e spesso discutibili scelte su inediti ruoli per i calciatori (non a Trieste, va detto, ma a Salò si è visto per mezz’ora Rapisarda centrale di centrocampo, ad esempio) non hanno dato certezze ad una squadra che, quando era ridotta a 12-13 effettivi, sembrava invece inquadrata. Peccato.

Chi sarà adesso il nuovo allenatore rossoblu? Parte della tifoseria avrebbe bramato il ritorno di Palladini, bandiera rossoblu reduce da esperienze non positive ma che con la Samb ha vinto tre campionati (due di Serie D e uno di Eccellenza) prima delle dimissioni nel suo primo campionato di Serie C. Palladini tuttavia ha allenato ad inizio anno la Vastese, in Serie D, e per regolamento non può guidare un’altra formazione, pur tra i professionisti.

A libro paga della Samb resta sempre Giuseppe Magi, esonerato dopo quattro giornate (due punti realizzati), il che, a vedere i risultati di questo 2019, sembra pur eccessivo. Magi dalla sua ha la conoscenza di quasi tutti i giocatori in rosa. Un altro cavallo di ritorno da non escludere potrebbe essere quello di Moriero, già richiamato un anno fa dopo l’esonero di Capuano, addirittura ad una giornata dal termine della stagione regolare. Moriero ha continuato a seguire la Samb ed è un allenatore all’opposto di Roselli: di lui si ricordano le vittorie esterne ma anche, va detto, un gioco non sempre ordinato in fase difensiva.

Un’altra soluzione sulla carta da non escludere sarebbe quella di Valerio Quondamatteo, secondo di Roselli: in qualche modo rappresenterebbe la continuità col tecnico umbro, ma non va dimenticata la sua scarsa esperienza.

La decisione, alla fine, dipende anche da chi avrà il compito di scegliere: se Fedeli ha dato mandato al direttore sportivo Fusco, oppure se si converrà su una scelta a basso costo giusto per terminare una stagione senza pensare a quello che potrà accadere da giugno in poi.


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