In merito a questa notizia l’Amministratore Delegato di Picenambiente Leonardo Collina ha contattato la nostra redazione contestando la versione dei fatti di Marucci e ha chiesto un chiarimento. Domani Riviera Oggi raccoglierà la sua versione dei fatti

Qui puoi leggere il comunicato di Picenambiente

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I carabinieri di San Benedetto, stamane attorno alle 6, sono intervenuti nella sede di Picenambiente a Porto D’Ascoli per un diverbio fra un operaio addetto alla raccolta e il suo caposervizio. I militari, dopo aver identificato le persone, hanno riportato la calma.

L’episodio, che di per sé può apparire di poco conto, apre però tutta una questione di carattere sindacale. Questo perché, dopo l’intervento dei carabinieri, il dipendente di Picenambiente ha contattato il sindacalista Giuseppe Marucci. Il segretario provinciale dell’Ugl, sigla che ha la maggioranza nella Rsu della partecipata dei rifiuti, si presenta in sede attorno alle 8.

Sentito al telefono, Marucci ci racconta cosa è successo. “Sono intervenuto perché contattato dal dipendente” ci spiega il sindacalista, che ricostruisce i fatti. “Il lavoratore veniva da un turno piuttosto pesante del giorno prima e si rifiutava di fare un turno altrettanto pesante nelle medesime condizioni di quello precedente, da solo dietro al mezzo”.

L’operaio infatti, da quanto ricostruito, è un addetto alla raccolta, uno di quelli che potete vedere appesi ai camion di Picenambiente. “Tempo fa abbiamo chiesto all’azienda una risoluzione urgente perché casi del genere, di turni di raccolta molto gravosi fisicamente per i dipendenti, me ne sono stati segnalati altri” ci spiega sempre Marucci.

Ma qual è il problema di fondo? “Il problema” continua il segretario di Ugl “è che un solo addetto al camion, per certi turni lunghi, è troppo poco. Servirebbero due unità, oltre al conducente, in quei casi. Il lavoratore in questione era tornato a casa stremato, bisogna capire che i carichi di lavoro in certe condizioni sono molto gravosi e creano stress, problemi muscolari e usura al fisico degli operai” è la chiosa finale del sindacalista.


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