SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “I cassonetti dell’umido non vengono mai lavati e gli operai spesso guidano contromano in via Di Giacomo”. Queste sono solo alcune delle lamentele dei cittadini di San Filippo Neri, il quartiere più a Nord di San Benedetto che nella serata dell’11 gennaio hanno avuto modo di confrontarsi con l’Ad di Picenambiente Leonardo Collina nel corso di una partecipata assemblea pubblica organizzata dall’Amministrazione Comunale, presente con gli assessori Andrea Assenti, Andrea Traini e Pierluigi Tassotti.

Il dirigente della partecipata dei rifiuti ascolta le problematiche, relative a decoro urbano e raccolta rifiuti che la popolazione gli presenta, e risponde. Fra le questioni sollevate in un dibattito a tratti acceso anche qualche piccolo problema riscontrato col nuovo metodo di raccolta mediante mastelli, che è già una realtà nell’attigua Grottammare ma che il quartiere è stato tra i primi a sperimentare a San Benedetto. Poi gli spazzamenti della strada, definiti “insufficienti” coi cittadini che vorrebbero il ritorno alla pulizia “meccanica” e un particolare disagio che stanno vivendo le famiglie che hanno in casa bambini piccoli e anziani: “Con il metodo dei mastelli sono spariti i bidoni in cui era possibile conferire pannoloni e pannolini”.

Collina segna tutto sul suo taccuino. E poi risponde. A partire dalla difesa del nuovo “porta a porta 2.0”. “Con i mastelli il decoro urbano migliora nettamente” dice il colletto bianco della partecipata dei rifiuti che poi si difende su alcune delle accuse mosse circa l’operato dei dipendenti. “Il calendario per i lavaggi dei cassonetti c’è e a noi risulta che vengono lavati” risponde l’Ad a chi addirittura sostiene che, ad esempio in via Marsala, ci siano “cassonetti dell’umido che non vengono lavati da due anni. Lo so perché ce li ho sotto casa” sostiene un uomo di mezza età.

E se i cittadini si lamentano della puzza che emettono i bidoni in strada, Collina avvisa: “Se non va bene questo metodo di raccolta dell’umido c’è una sola alternativa ovvero la raccolta domiciliare bisettimanale ma in quel caso ognuno dovrebbe tenersi il sacco dell’umido in casa per periodi di 3 e 4 giorni” Sui bidoni per i pannolini invece apre: “Potremmo anche rimetterli in alcune zone. Il problema di quei cassonetti è che spesso le persone ci buttano di tutto, non solo i pannolini”. Infine i chiarimenti sulla presunta guida contromano di chi manovra i camion della raccolta: “In alcuni casi sono autorizzati a guidare contromano, se disposto da apposita segnaletica in quella via. Se non fosse così sarebbe grave e da sanzionare il comportamento dell’operaio. Deve rispettare il codice della strada come tutti”.


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