GROTTAMMARE – Il Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri ha ispezionato nei giorni scorsi la ricicleria di Picenambiente lungo la Valtesino, a Grottammare, per acquisire documentazione utile a un’indagine preliminare partita da Fermo. L’inchiesta riguarderebbe la gestione di rifiuti speciali e coinvolgerebbe almeno dieci persone, tra cui due dipendenti sambenedettesi della società partecipata: un coordinatore e un operaio.
Secondo quanto emerso, l’attività investigativa avrebbe portato anche al sequestro di alcune aree della struttura. L’indagine, ancora in fase preliminare, è partita circa un anno fa dalla denuncia di un cittadino al quale sarebbe stato richiesto del denaro per il conferimento di alcuni materiali, come i calcinacci, classificati per legge come rifiuti speciali.
Secondo quanto ricostruito, alcuni collaboratori avrebbero ottenuto denaro o altri beni in cambio del conferimento di materiali nella ricicleria, oppure per il ritiro di ingombranti e potature da giardino – servizi che, in base ai contratti con i Comuni consorziati, Picenambiente è tenuta a fornire gratuitamente. Secondo la testimonianza di alcuni cittadini, la prassi sarebbe nata come una sorta di “mancia” volontaria, trasformatasi col tempo in una vera e propria tariffa non ufficiale.
Per accertare i movimenti all’interno dell’impianto, dopo la denuncia le forze dell’ordine avrebbero installato telecamere nella struttura: proprio da quelle immagini sarebbe scattato il blitz, che sembra coinvolgere anche i titolari di alcune ditte del territorio.
La reazione del gruppo civico
Dopo la notizia, è arrivata la presa di posizione del gruppo civico Grottammare C’è, che dice di aver appreso dell’operazione dagli organi di informazione. Il gruppo esprime fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, ma sottolinea che, al di là degli aspetti giudiziari, resta una questione politica e amministrativa.
Il gruppo civico chiede quindi all’Amministrazione Comunale di non limitarsi al silenzio, ma di spiegare ai cittadini quali controlli interni siano stati effettuati nel tempo, quali segnali fossero eventualmente emersi e quali misure si intendano adottare per evitare il ripetersi di episodi simili. “Grottammare merita chiarezza, Grottammare merita risposte”, si legge nella nota, che invita il Comune a un ruolo attivo nell’informare la comunità, senza attendere passivamente gli sviluppi della vicenda.

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