SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Proseguono i tavoli fra Picenambiente e sindacati. Lunedì scorso, 3 dicembre, l’ennesima riunione fra i vertici dell’azienda, la Rsu e le tre sigle sindacali che rappresentano gli operai: Ugl, Cgil e Cisl.

IL TAVOLO DI LUNEDI’ SCORSO. Non certo entusiasta il resoconto dell’incontro che ha divulgato proprio Ugl, la sigla più rappresentata nella Rsu che parla di “proposta inadeguata” da parte dell’amministrazione di Picenambiente per quanto riguarda uno dei punti cardine delle lotte sindacali di questi mesi: la trattativa sul contratto integrativo. E mentre su alcuni punti più “soft”, chiamiamoli così, il sindacato si ritiene soddisfatto (“l’azienda sta provvedendo alla sistemazione degli spogliatoi della sede sambenedettese” ci dice il segretario Giuseppe Marucci) su altri aspetti vengono sollevate delle osservazioni.

MICROCHIP E PRODUTTIVITA’. Il sistema organizzativo di Picenambiente sta cambiando con l’introduzione dei microchip nei mastelli. Una tecnologia che nasce per la tracciabilità dei rifiuti ma che per i rappresentanti dei lavoratori va ad “impattare sui dati sensibili dei lavoratori” dice sempre Ugl. E non possono non tornare in mente notizie di cronaca, italiane e non solo, che negli ultimi anni hanno sollevato il rischio di un controllo eccessivo sul lavoratore legato ai progressi tecnici (di qualche mese fa la “querelle” legata ad Amazon e ai suoi chip ricorderete n.d.r.). Per adesso i sindacati sembrano quieti su questo punto anche se, da quanto appreso, l’evoluzione del lavoro e la contestuale crescita della produttività aziendale sta diventando il campo in cui stanno nascendo nuove rivendicazioni. “Visto che i ritmi a cui sono sottoposti i lavoratori, già piuttosto stringenti per quanto riguarda gli itinerari di servizio, rischiano di aumentare” chiosa sempre Marucci “abbiamo chiesto che la presenza al lavoro diventi il principale parametro di valutazione per i premi di produzione”.

I mastelli di nuova generazione dotati di microchip

NODO FESTIVITA’. Ma è un altro il tema che fra le maestranze di Picenambiente, in questi giorni, sembra il più caldo. Stiamo parlando del riconoscimento delle festività durante l’anno. Il lavoratori ne hanno scelte tre: Natale, Capodanno e Primo Maggio sono i giorni in cui tutti i lavoratori hanno chiesto di poter stare a casa. Nessuno escluso. La richiesta, portata al tavolo lunedì, comporta inevitabilmente la necessità di riorganizzare i turni di quello che resta un servizio pubblico essenziale per poter lasciare a casa l’intero personale. “Picenambiente non ci ha dato garanzie su questa richiesta” ci dice Giuseppe Marucci. Ecco che quindi le tre sigle (Ugl, Cgil e Cisl)  hanno condiviso una lettera spedita poi a Sergio Fabiani, presidente della Provincia e come tale anche dell’Ato rifiuti, e ai sindaci oltre che alla stessa azienda. “Per questo passo, molto sentito dagli operai, serve infatti la collaborazione delle istituzioni” la chiosa finale di Marucci.

L’importanza di tirare dentro alla questione festività i primi cittadini è confermata anche da un’altra sigla sindacale, la Cgil, che con la responsabile per Picenambiente Maria Calvaresi conferma: “È fondamentale che vengano coinvolti anche i comuni perché, come di certo sapete, i calendari dei turni di raccolta sono stati comunicati ai cittadini mesi fa”.


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