A causa di un piccolo errore decimale avevamo errato il titolo. Ad ogni modo la media punti tra i due allenatori resta praticamente la stessa.

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E arrivò l’esonero di Capuano. Fatto scontato per chi frequenta il mondo del calcio ma dalla reazione della tifoseria sembra un evento inatteso, del quale sarebbe responsabile la società. Basti leggere i tanti commenti da noi pubblicati.

Calma, e gesso (il che è un eufemismo, per la San Benedetto sportiva). Nel calcio contano i risultati e le prospettive, non le passioni, le simpatie o le antipatie. E fino a poche settimane fa Capuano poteva vantare un pregevole secondo posto, che sembrava acquisito, o mal che fosse andato un terzo posto più che onorevole. Oggi è a rischio anche questo piazzamento.

Un po’ di numeri: Moriero fu esonerato dopo la doppia sconfitta prima Vicenza poi in casa con il Sudtirol: per lui 17 punti in 11 partite (sarebbero stati 20 in 12, ma la gara con il Modena è stata poi cancellata). Due punti nelle ultime quattro partite disputate. Attenuanti: sconfitta rocambolesca a Vicenza (squadra in vantaggio fino ad 8 minuti dalla fine), scarso rendimento dei giocatori acquistati per fare la differenza come Troianiello e Di Cecco. Media punti 1,55.

Per Capuano 35 punti in 22 partite. Come detto, 3 punti nelle ultime 4, con tre sconfitte, 7 gol presi e due fatti. Attenuanti: gli infortuni e le squalifiche delle ultime giornate, che hanno privato la squadra di giocatori come Marchi, Bove, Miracoli, Esposito. A differenza di Moriero ha beneficiato dell’arrivo di calciatori tutti titolari e anche di valore come Bellomo, Marchi, Stanco e Perina. Media punti 1,59.

A fronte di questi numeri, alcune considerazioni. La media punti dei due allenatori è praticamente identica (impercettibile supremazia di Capuano); Capuano ha avuto dalla sua una squadra indiscutibilmente più completa di quella di inizio stagione; entrambi gli allenatori sono stati giustamente (sulla base delle regole del calcio e di quelle della famiglia Fedeli) esonerati dopo un simile percorso compreso il crollo finale, anzi: quello di Capuano è stato peggiore rispetto a quello dell’ex Inter per pesantezza delle sconfitte (si ricordi anche il rocambolesco pareggio contro il Renate su autogol di Tomi, oltre che la già citata Vicenza, e ci riferiamo alle ultime quattro gare di Moriero).

Nessuno ha la sfera magica ma se gli esoneri degli allenatori hanno un senso, questo è prima di tutto psicologico per la squadra e l’ambiente. E Capuano andava allontanato oggi, senza attendere la rischiosa trasferta a Trieste. Per dare un segnale di convinzione, per dare una scossa che, certamente, oggi serve soprattutto a lanciare un messaggio: proviamoci, costi quel che costi, anche se il secondo posto sembra difficile. La china presa dalla Samb nell’ultimo mese non lasciava presagire nulla di buono, e il tentativo di far saltare il banco è giusto e coraggioso. E Moriero (se fosse confermato) ha al momento tutto da guadagnare. Potrebbe anche affondare già a Trieste e poi nei play off ma una società che si rispetti, se ha ambizione, ha il dovere di tentare questa carta. Proprio perché i numeri precedenti parlano di due conduzioni tecniche che non hanno mostrato grandissimi dislivelli tra di loro. Nessun salto nel buio.

Se andrà male, avremo una squadra già pronta per recitare un ruolo da protagonista l’anno prossimo. Altrimenti ci divertiremo.

Tutti i tifosi che si schierano contro la società per una decisione scontata dopo la sconfitta odierna (tralasciamo le tensioni con il presidente Fedeli), devono capire che sarebbe invece deleterio avere una guida che a fronte di tre sconfitte in quattro partite a ridosso dei play off decide di non prendere nessun tipo di contromisura.


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