SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Intervistiamo Riccardo Bugari via Messenger, perché i suoi impegni sportivi lo portano a soggiornare spesso e volentieri all’estero, soprattutto in località fredde come Russia, Germania, Canada, dove il pattinaggio sul ghiaccio non è sport nazionale, ma poco manca perché lo diventi. Inoltre in questo periodo l’agenda è particolarmente piena, dato che il 9 febbraio inizieranno le Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018, evento a cui Riccardo Bugari prenderà parte: “Mi sono qualificato nel Team Pursuit (inseguimento a squadre) e abbiamo possibilità di fare bene – scrive l’atleta sambenedettese – poi sono anche prima riserva nella Mass Start (partenza di massa) e nella 5 km. Vedremo”.

Una carriera iniziata in maniera brillante sulle rotelle, nelle file dei Pattinatori Sambenedettesi – società presieduta dal padre di Riccardo, Romolo Bugari – interrotta e poi ripresa. Subito dopo c’è stato il passaggio al pattinaggio di velocità sul ghiaccio (disciplina detta anche “long track” e diversa dallo “short track”, anch’esso presente alle Olimpiadi invernali), che sta portando grandi risultati.

Riccardo, come hai iniziato a pattinare?

“È stato tutto grazie a mio padre, che è un ex Campione e mi ha messo sui pattini per la prima volta a tre anni nella Pista Panfili di San Benedetto del Tronto”.

Quali sono state le tappe più importanti della tua carriera sui pattini a rotelle?

“Sicuramente la mia prima vittoria mondiale a Cali, in Colombia, all età di 17 anni, poi il ritorno sui pattini dopo aver smesso per cinque anni con l’oro agli Italiani di Scaltenigo e l’argento al Mondiale in Cina”.

Quando è avvenuto il passaggio al ghiaccio e dopo quanto tempo sei entrato nel giro della Nazionale?

“Circa tre anni fa, dopo aver ricominciato con le rotelle, mi sono avvicinato al ghiaccio. L’ingresso nella squadra nazionale è avvenuto dopo le prime gare che ho disputato, grazie al commissario tecnico Maurizio Marchetto, che ha creduto in me”.

Cos’è per te il pattinaggio e in generale lo sport?

“Per me il pattinaggio, così come lo sport in generale, è una grande occasione per formarsi e imparare a gestire le proprie emozioni, che spesso ci bloccano e non ci permettono di fare quello che vorremmo nella vita di tutti i giorni”.

Quali sono i tuoi obiettivi?

“Punto a dare il massimo, sia mentalmente che fisicamente. Sembra scontato, ma non lo è, perché non sempre riusciamo a tirare fuori il massimo di noi stessi. Anzi spesso restiamo delusi non del risultato, ma di quello che non abbiamo fatto e che avremmo potuto fare”.

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