SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La Traviata” di Giuseppe Verdi andrà in scena il 2 dicembre al Teatro Concordia di San Benedetto. Sappiamo che la prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853: tra i protagonisti di quella serata il celebre tenore fermano Lodovico Graziani (Fermo, 1820 – Grottazzolina, 1885), scelto da Verdi per interpretare il ruolo di Alfredo Germont.

La violoncellista Daniela Tremaroli, Coordinatrice del Vivaldi, ci racconta che il tenore fermano aveva studiato canto sotto la guida di Francesco Cellini (Fermo 1813 –1873), maestro di cappella nella sua città natale oltreché maestro concertatore e direttore d’orchestra per oltre un trentennio presso il Teatro dell’Aquila di Fermo.

Negli anni quaranta dell’Ottocento, grazie all’amicizia con il Conte e mecenate locale  Giuseppe Neroni Cancelli (Ripatransone, 1784 – S. Benedetto del Tronto1858), Cellini collaborò stabilmente per alcuni anni alla realizzazione di stagioni operistiche autunnali presso il Teatro della Concordia di San Benedetto.

Fu proprio in quel periodo, come riportato dallo storico locale Enrico Liburdi, che l’allora giovanissimo tenore Lodovico Graziani debuttò nel teatro sambenedettese.

Tra i pochi titoli di quelle fortunate stagioni,  di cui è giunta traccia sino a noi, ricordiamo nel 1842 “La Norma”  di Bellini, nel 1843 “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, nel 1844 “Il Furioso nell’Isola di San Domingo”  di Donizetti e nel 1846 “Roberto Devereux” di Donizetti.

In quegli anni, precisamente nell’ottobre del 1843, venne rappresentata anche  un’opera lirica per tre solisti, coro e orchestra, “Cantata a tre voci”, composta da Francesco Cellini su testi del librettista fermano Luigi Fringuelli.

Il melodramma era dedicato al Monsignor Giuseppe Milesi Pironi Ferretti, Delegato Apostolico della provincia Ascolana: l’opera narrava del ritorno di un marinaio sambenedettese, dopo che era stato rapito e reso schiavo per molti anni dai pirati.

Il testo rievoca un episodio realmente accaduto e costituisce una pagina rara e preziosa per la storia della nostra città.

Grazie a lunghe ricerche compiute da un gruppo di storici locali coordinati dall’Associazione Piceno Classica, si è riusciti a recuperare la partitura manoscritta dell’intero melodramma.

Interessanti i testi, di cui ci viene fornito un brevissimo stralcio (tratto dalla parte di “Pellegrino”,  marinaio sambenedettese che,  dopo anni di schiavitù, torna nella sua città):

“Finalmente a te ritorno bella Italica / bella Italica Marina / oh Paterna mia Collina pur ti giungo / pur ti giungo a riveder / oh Cara Patria / oh Patria mia / io ritorno ai lari miei / qui ebbi vita / ebbi vita e fui nocchier.  Scorrea per l’onde placide /  su navicel leggiero / quando un corsaro ignobile / mi prese acerbo e fiero / oh lasciai la sposa tenera degli anni in quell’aprile / figlia mia gentile priva di me / priva di me restò…”.

Sempre nel Teatro Concordia ricordiamo le rappresentazioni avvenute negli anni a seguire: nel 1869 “La figlia del Reggimento” e “L’Elisir d’Amore” di Donizetti,  nel 1896 “Malata” del Lamense Lozzi,  nel 1906 “Ernani” di Verdi,  nel 1907 “Il Trovatore” di Verdi,  nel 1909 “Un Ballo in Maschera“ di Verdi e “Maria di Rohan”  di Donizetti,  nel 1924 “Otello” di Verdi, nel 1933 “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini e “La Sonnanbula” di Bellini,  nel 1947 “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, “Pagliacci” di Leoncavallo, “La Traviata” di Verdi e  “Bohème” di Puccini; nel 2010 “La Serva Padrona” di Pergolesi, “Celebrazione Celebre” di Guidotti e  “Le Nozze di Figaro” di Mozart,  nel 2011 “L’Albero della discarica” di Centini, “Bohème” di Puccini, “Barbiere di Siviglia” di Rossini e “Nabucco” di Verdi.

Ma le rappresentazioni operistiche in città ebbero anche altri palcoscenici: nel Teatro Virginia (all’epoca collocato nell’attuale complesso dei Padri Sacramentini) venivano allestite nel 1921 “Rigoletto” di Verdi,  nel 1922 “Madame Butterfly” di Puccini e nel 1933 “Bohème” di Puccini.

Altre opere furono messe in scena dalla compagnia d’Opera viaggiante “Carro Tespi”:  nel 1953 “Carmen” di Bizet e nel 1954 “L’Aida” di Verdi.

Ricordiamo al Teatro Calabresi, fra le altre, nel 1964 “La Traviata” e “Rigoletto” di Verdi e nel 1965 “Madame Butterfly” di Puccini.

Mentre nell’estate del 1967 furono allestite nella città delle palme “Il Trovatore” di Verdi, “La Bohème” di Puccini e “Andrea Chenier”  di Giordano.

Più recenti al porto di San Benedetto nel 2011 “Il Nabucco” di Verdi e nel 2012 “Tosca” di Puccini; nel 2016 “Tosca” di Puccini sotto al Torrione.  

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